«Stanno saccheggiando il Sarcone», l’urlo del Sindaco di Tria
Il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria interviene sul futuro dell’Ospedale “Sarcone” anche alla luce dei fatti di cronaca di questi giorni che «insieme alle scelte operate negli ultimi anni, hanno fatto passare in second’ordine l’efficienza della struttura e la professionalità dei suoi operatori».
Continua invece quello che il sindaco definisce “il saccheggio” dell’ospedale: pochi giorni addietro è stata avanzata la proposta di ridimensionamento del laboratorio di analisi che di fatto lo eliminanerebbe dal nosocomio terlizzese, dopo il reparto di Ostetricia e Ginecologia, «un altro servizio perfettamente funzionante e rispondente ai bisogni dell’utenza».
Da qui l’invito al presidente Vendola: «ripensare le scelte fatte e porre fine al saccheggio restituendo alla città il suo ospedale».
Riportiamo l’intero intervento del Sindaco di Tria giunto da Palazzo di Città.
«Si ritorna a parlare del Sarcone sui giornali e in tv ma, purtroppo, se ne parla in cronaca giudiziaria per le presunte clientele dell’assessore alla sanità Alberto Tedesco, ora senatore della Repubblica.
Avremmo preferito che si parlasse dell’ospedale che i terlizzesi hanno difeso con i denti per la sua efficienza, per la professionalità dei suoi operatori, per il fatturato delle sue unità complesse, per la qualità dei suoi reparti oggi nuovi di zecca. In questi anni la buona volontà dei tanti operatori che hanno dato il meglio delle loro capacità non è bastata.
La cronaca non si occupa di loro perché il progetto del nuovo Sarcone non è mai decollato. Perché non si è mai concretizzato il sogno delle migliaia di cittadini scesi in piazza per difenderlo. Non sono bastati nemmeno i tanti milioni di euro spesi per adeguare la struttura (oltre 10).
La subalternità a Corato voluta da Fitto nel 2001 si è concretizzata a suon di delibere delle direzioni generali che si sono succedute nel tempo, con il beneplacito degli assessori alla sanità e con la connivenza di quella politica che sgomita per piazzare i suoi uomini e se ne frega del resto.
Oggi il presidio ospedaliero di Terlizzi, con appena 76 posti letto, è un’appendice dell’Umberto I di Corato (97 posti letto), sulla carta e nei fatti. Sono miseramente cadute nel nulla le ripetute richieste di razionalizzare il sistema valorizzando le nuove sale operatorie di Terlizzi ed i reparti appena ristrutturati, ma non hanno
trovato riscontro neanche le semplici richieste di personale per dotare finalmente di operatori e pazienti quei reparti svuotati dall’esigenza di adeguarli alle norme.
L’ultimo sfregio è di qualche giorno fa. Ridimensionano anche il laboratorio di analisi, che con i suoi 11 operatori effettua prestazioni per circa il 40% del fatturato complessivo del Sarcone, il tutto senza tempi d’attesa. Gli si sottrae 6 unità trasformandolo in laboratorio “di base” (con soli 5 operatori), sempre a favore
di Corato il cui laboratorio diventa di tipo “intermedio” (con ben 23 operatori).
Così come si è fatto per Ostetricia e Ginecologia si scompone un servizio che funziona per ricomporlo altrove, con l’assoluta certezza che funzionerà peggio.
Ma quello che sembra più assurdo è la sottrazione del servizio di laboratorio h24 dall’ospedale (il Sarcone, appunto) che contiene la struttura complessa di chirurgia e che dovrebbe essere sempre pronto all’emergenza.
Veramente paradossale!
In questi anni Nichi si è astenuto da ogni forma di intervento sul Sarcone per non essere tacciato di campanilismo, e l’effetto è stato quello di dare spazio al saccheggio dell’ospedale di Terlizzi da parte della politica disinvolta che lui aborrisce.
Le cronache giudiziarie di questi giorni dovrebbero decisamente fargli cambiare atteggiamento e pretendere un rapido dietrofront rispetto ad alcune scelte insensate fatte in questi anni».
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