Le storie di uomini in fuga raccontate da Laura Boldrini
La portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati ha incontrato gli studenti del Liceo delle Scienze Umane “T.Fiore” e del Liceo Classico “Sylos”
“Tutti indietro. Storie di uomini in fuga e di un’Italia tra paura e solidarietà”. E’ il titolo del libro presentato da Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati ha incontrato gli studenti del Liceo delle Scienze Umane “T.Fiore” e del Liceo Classico “Sylos” di Terlizzi, nella sala Paù della Biblioteca Comunale, lo scorso lunedì.
All’incontro con l’autrice sono intervenuti il Sindaco Vincenzo di Tria, i Dirigenti Scolastici del Liceo delle Scienze Umane “T. Fiore”, prof. Nunzia Tarantini e del Liceo Classico Sylos, prof. Antonia Speranza e la responsabile della Libreria “Il Ghigno” di Molfetta.
«Chi sono questi uomini e donne in fuga, che vediamo alla TV ammassati su barconi fatiscenti sbarcare con le mani in alto in segno di resa, di cui non conosciamo il nome, la nazionalità, la storia ma che sono accomunati da un unico destino nell’immaginario collettivo quello di straniero, immigrato, profugo, rifugiato, extracomunitario…. se non invasore e nemico? » è la riflessione che nasce durante l’incontro.
«Leggere il libro è sicuramente coinvolgente ed emozionante, ti scuote dentro con storie di uomini, donne e bambini che per sfuggire alla morte, alla guerra, alla paura scappano verso il mare senza sapere che in mare, nella guerra per la sopravvivenza, incontreranno ancora la morte e la paura.
E se arriveranno finalmente a baciare la terra, come fanno tutti i naufraghi giunti in un porto sicuro, non sempre incontreranno un abbraccio solidale» commenta Maria Teresa Santacroce.
«Ascoltare Laura Boldrini mentre racconta la storia di Sayed, nove anni di viaggio disumano prima di giungere in Italia, non ha solo catturato l’attenzione degli oltre cento ragazzi presenti in sala, ha gettato un sassolino scomodo nelle certezze della vita tranquilla di giovani troppo spesso stanchi e annoiati dal benessere».
I brani letti in sala dalle studentesse del Liceo “T. Fiore”, le domande poste all’autrice, le risposte pacate ma intense e intrise di amarezza e fiducia, hanno tentato di ricostruire un puzzle fatto di nomi, patria e storia «per quei volti tristi di uomini e donne in fuga verso la libertà».
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