Flashmob di solidarietà a Vendola, missione compiuta

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Fogli, pennarelli, coccarde, trampoli e fisarmonica nella mattinata di ieri davanti alle sedi del Pdl e de “la Giovani Italia” di Terlizzi.

E la flashmob contro il raid ad opera di giovani esponenti de “la Giovani Italia” che nella notte ha disturbato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola presso la sua abitazione privata, può dirsi riuscita.

Importante partecipazione di giovani terlizzesi e la solidarietà dei passanti, quando parole come “dialogo” “non violenza” “minoranza” “associazionismo” “futuro” “confronto” “democrazia” “critica costruttiva” “legalità” “solidarietà” “privacy” sono state attaccate alla saracinesca chiusa della sede del Pdl.

Altrettanto prontamente, dispersosi l’assembramento, sono state strappate via dai membri anziani del partito.

Tuttavia i giovani terlizzesi che hanno protestato ieri mattina contro il clima di esaltazione che ha dettato il gesto della scorsa notte sono riusciti a dire la loro, preferendo il giorno alla notte e con i mezzi che li caratterizzano.

Non è mancata una segnalazione ai Carabinieri che hanno ritirato i documenti e hanno effettuato come di prassi, senza tuttavia compromettereil buon esito della spontanea manifestazione.

«L’iniziativa del 31 dicembre è il nostro modo per chiarire che i giovani di Terlizzi non si sentono rappresentati dai quattro esaltati che nella nottetempo hanno deciso di molestare un uomo che riposava dopo una giornata di lavoro presso la sua abitazione privata. Ci teniamo a sottolineare che la nostra presenza a questo evento è in qualità di singoli, giovani cittadini terlizzesi, ciascuno impegnato a proprio modo, come operatore o come spettatore, nella vita culturale e sociale della città» hanno spiegato alcuni rappresentanti a nome dei manifestanti 

«Crediamo che la vita politica e culturale della nostra città, che a fatica, ma con coraggio, si è ripresa in questi ultimi anni dal periodo di medioevo che a lungo ha patito, non meriti di essere così gravemente messa a repentaglio da gesti che denotano solamente codardia ed esaltazione.

Crediamo che manifestare il dissenso o il disagio sia un diritto di tutti, ma che sia troppo nobile per essere così maltrattato e ridotto ad atti infantili. Difendere e sostenere le proprie ragioni è necessario : ma nei luoghi e nelle sedi opportune, con gli opportuni mezzi che la democrazia mette a disposizione.

Crediamo che manifestare alla luce del sole in modo fantasioso, colorato, non violento (nè fisicamente nè verbalmente), mettendoci la propria faccia per dire no a questo clima di esaltazione fine a se stessa, sia il modo giusto per rispondere a chi preferisce nascondersi dietro volantini anonimi e goliardate notturne, credendo di poter chiamare tutto ciò “politica”.

La politica la fa ogni giorno chi è impegnato a dare realmente al paese stimoli nuovi, attraverso la cultura, l’arte, l’informazione. Rispetto a questo tema chi fa associazionismo giovanile nella nostra città, è particolarmente sensibile.

Già a luglio infatti, lo stesso gruppo di rappresentati de “la Giovane Italia”, aveva messo in atto azioni di disturbo (documentate dalla telecamera che ha filmato lo svolgimento della manifestazione) durante la flashmob contro la legge bavaglio che pacificamente e silenziosamente, era stata organizzata e messa in atto dalle due Associazioni giovanili di Terlizzi, Kunst e Dada.
Ci chiediamo dunque, se davvero ciò che chiedono questi ragazzi sia uno spazio di dibattito politico, o se semplicemente i loro gesti sono dettati da una azione di sterile disturbo che non cela più alte argomentazioni».

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