Le farfalle “Faraualla” incantano Terlizzi. Le immagini
Grande successo per il concerto natalizio del quartetto vocale
Piccole ninfe imbiancate dalla luce della loro voce. Lingue ora calde come lana, ora fresche come seta, echeggiano nelle profondità carsiche dell’animo, scovando l’insondabile. Cori di note raffinate come mazzi di fiori di Kurkuma per l’interiorità in cerca di trascendenza. Suggestioni metafisiche riportano alla mente ciò che non diciamo, ma che pensiamo, adoriamo e sogniamo.
Nella serata di domenica 19, quattro donnine tenaci come mondine hanno riscaldato gli occhi dei presenti, nonostante il freddo e la pioggia sottile. Le “Faraualla” si sono esibite in via Benedetto Croce.
Alla vigilia del nuovo album – che uscirà il prossimo anno – l’ensemble barese ha sicuramente immaginato la performance terlizzese come un balsamo profumato per l’animo, che sollazzasse l’immaginazione e corteggiasse la mente. E così è stato.
Il matronale quartetto – Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Tiziana Schiavone, Serena Fortebraccio – ha tenuto per più di un’ora gli attenti presenti in un silenzio quasi religioso: tutto lasciava pensare al consumarsi di un sacro rito di condivisione e ascolto di storie antiche, che vengon da lontano, da terre sconosciute e da luoghi dell’animo che non ci è dato conoscere. Da lontano si udivano bisbigli, che seguendo i percorsi mai lineari della nostra sensibilità, sbocciavano in canti di emozioni. Sospiri severi e decisi che esplodevano tutt’ad un tratto in acuti; giochi di suoni ed assonanze caricavano di senso infantili estasi oniriche nelle menti degli uditori.
Come greche pifferaie dell’inconscio, le “Faraualla” hanno saputo scoprire ed interpretare universalità di suoni e ritmi che richiamano il rimosso, lungo brividi ancestrali e sentimenti senza tempo di tensione, paura ed esaltazione. I canti scivolavano via verso la catarsi come l’acqua placida di un fiume scorre sempre più frenetica verso la cascata: il rito acquisiva sempre più il sapore vivo e forte di un fresco chicco di uva gustato dal mecenate in un ricco convivio a cospetto di illuminati artisti. Un balzo in una curiosa polis greca dell’Ellade. I bimbi al centro dell’agorà a danzare come folletti con musiche certamente sconosciute, ma evocatrici di chissà quali familiarità sonore e quante sfumature emozionali magnetiche.
I testi delle canzoni erano anche in vernacolo; ma la parola non aveva così importanza: cedeva inesorabilmente la scena alla musicalità delle note e dei copioni sempre vari e divertenti delle quattro voci. Come quattro luci blu che schiariscono la tenebra notturna; come quattro fiaccole poste con ilare ordine lungo il sentiero delle nostre magmatiche percezioni.
Poi labbra – sottili e carnose; occhi – grandi e scuri; sopracciglia – lunghe ed espressive; chiome – sempre irrequiete, a sublimare questo profluvio di ballate, melodie, sciogli lingua e cromatismi sonori. E quindi la pioggia, giunta per dare un tocco fiabesco alla serata. Incessante, come i canti delle quattro amazzoni dall’abito bianco, ma dai capelli neri come la notte. Solo una ne faceva eccezione, con la sua ridente chioma chiara, come un punto esclamativo a ricordare che la diversità non è solo bella, ma anche raffinata ed affascinante.
Nel corso della serata c’è stata la sfilata di alcune ragazze vestite con abiti da sera firmati “Glamour & Friends” di Patrizia Pellegrini e abiti da sposa di “Ninni – Pa”. Tale sfilata ha visto anche la partecipazione della carismatica “Kalie” – coreografa, cantante e attrice.
Al termine, Massimo Binetti – organizzatore del piacevole evento dicembrino, ha rivolto auguri di un Buon Natale a tutti i presenti. E ha dichiarato a caldo:”un successo oltre le mie aspettative, sono entusiasta”.
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