Cinquantamila firme contro il nucleare

Laura Maffei

L’iniziativa nazionale di SeL coinvolge anche Terlizzi

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Cinquantamila è il numero di firme che Sinistra e Libertà si è proposta di raccogliere a livello nazionale per avviare la propria battaglia contro il nucleare.

La campagna nazionale ha coinvolto anche gli attivisti terlizzesi di SeL che già da ieri hanno allestito in pieno centro un banchetto per la raccolta delle firme.

Una raccolta iniziata ieri e che durerà fino alla prossima domenica, con l’intento di dare una testimonianza più ampia possibile a favore delle energie pulite e rinnovabili e contro quella nucleare.

«Il Governo italiano pensa di affrontare il problema della crisi energetica ricorrendo al nucleare, nonostante il popolo italiano abbia già espresso la propria contrarietà nel referendum del 1987» spiegano da SeL.

«Oggi la maggior parte dei paesi europei, tra cui Svezia e Germania, si sono impegnati ad abbandonare una politica energetica basata sul ricorso al nucleare in quanto controproducente dal punto di vista economico ambientale» continuano i proponenti indicando come punti di svantaggio gli elevati costi di costruzione e manutenzione delle centrali, l’impossibilità di smaltire le scorie prodotte anche a distanza di migliaia di anni e la dipendenza da altri paesi per il reperimento delle materie prime per le centrali nucleari.

«Mentre il governo nazionale investe ingenti risorse sul nucleare, la Regione Puglia risolve il problema energetico ricorrendo a fonti di energia pulita che il territorio offre, a tal punto da essere la prima Regione in Italia per la produzione di energia eolica» concludono i militanti di SeL, esaltando così l’operato del loro leader nazionale e presidente della Regione Puglia Vendola.

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