Adsum ospita Mario Colonna.

Nicolò Marino Ceci

Domenica 14 si è inaugurata la sua personale dal titolo “tra segno e volume”.

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Sara Di Costanzo ha lasciato Terlizzi. Nella giornata di sabato infatti la sua personale “le stelle del circo” ha chiuso i battenti nella malinconia di questo novembre che scivola via verso l’inverno freddo e algido dei campi della murgia che rinverdiscono uggiosi nella freschezza della brina. Mattutina.

Domenica 14 la galleria Adsum – come un utero sempre gonfio di gioia e di vita – ha partorito una nuova rassegna. Si tratta della personale dal titolo “Tra segno e volume” a cura di Mario Colonna, artista, insegnante di arte, autodidatta, accademico, modesto, alto, sorridente e profondo.

Il vernissage ha avuto inizio alle 18,30 circa e ha visto il susseguirsi delle relazioni di Luigi Dello Russo – Critico d’arte della galleria Adsum – e dello stesso Colonna, entusiasta della serata.

Dello Russo ha raccontato l’autore barese come una “figura storica dell’arte pugliese”; “artista sperimentale senza fossilizzazioni di generi e di tecniche”; “magma sofferto, contratto od espanso fino alla dissoluzione trasparente”; “una oscurità che nasconde perché poi illumini di più”; “il farsi e il disfarsi della materia-vita sotto la luce del divenire trasfigurante e mutante”.

Una universalità di segni e spunti di riflessione che hanno fatto ravvisare al prof. Dello Russo connessioni viscerali e telluriche con Hegel, Kubrick, Morandi, Chardin, Dante, Leopardi e Shakespeare.

Una relazione compita ed appassionata che ha fatto da proemio all’epica antologia dell’artista barese.

Direttore per quasi un trentennio dell’Accademia delle Belle Arti di Bari, Colonna racchiude n sé stess una completezza polivalente di figure ed identità: insegnante e Direttore, artista “di bottega” e accademico, pittore, scultore ed incisore; fanatico irrequieto del dettaglio che compone il particolare e direttore d’orchestra di assortite composizioni di uomini e gladiatori, fiori, bestie e palazzi.

Mezzibusti che si perdono anonimi sullo sfondo di figure che sembrano dialogare tra loro esclusivamente con le posture dei propri corpi. Si manifesta una continua tensione e propensione alla celebrazione intelligente e sobria del passato che si dissolve nel presente, lo farcisce e gli dà un profumo nuovo, un leopardiano profumo d’antico. Dalla storia alla satira della storia il passo è molto più breve dei tratti veloci ed istintivi di Colonna: un racconto eterogeneo che attraversa e racchiude le oltre 20 opere esposte.

Il leitmotiv che le tiene insieme come in un grande tessuto connettivo di segni e colori è la libertà di far arte, che non si perde mai nei leziosismi dell’esperienza e della conoscenza, ma si sostanzia sempre nella comunicazione di un messaggio e nella ricerca delle nostre verità.

La rassegna è visitabile in via Marconi n. 3- 5, fino al 7 dicembre dal lunedì al sabato dalle ore 10.00-12.30 18.00- 20.30, eccezion fatta per giovedì pomeriggio e festivi.
Per maggiori informazioni www.retearte.it .

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