Da SeL solidarietà agli studenti aggrediti a Bari
Nella notte tra il 14 e 15 novembre gli studenti dell’associazione link sono stati aggrediti nei pressi del Campus
Tra le numerose manifestazioni di solidarietà espresse ai giovani del gruppo studentesco Link aggrediti, come da loro denunciato, da un gruppo di neofascisti mentre affiggevano locandine per la mobilitazione studentesca prevista per quest’oggi, c’è anche quella della sezione locale di Sinistra Ecologia e Libertà.
«Noi, giovani e studenti di Sinistra Ecologia e Libertà, siamo a fianco dei giovani studenti che hanno subito un’aggressione neofascista mentre affiggevano manifesti a Bari.
È questa la risposta a un movimento degli studenti sempre più ampio e propositivo da parte di chi si oppone alle lotte che da tempo studentesse e studenti portano avanti per il diritto allo studio e per la qualità della scuola pubblica.
Un rigurgito di squadrismo in coincidenza con la profonda crisi del governo delle destre» è quanto si legge in una nota inviata dalla segreteria della sezione G. Gesmundo.
«Il movimento degli studenti ha dimostrato in questi mesi di essere maturo, di aver compreso la lezione della storia, e dunque di non cadere nella trappola che vorrebbe portarlo sul terreno dello scontro. Sel è dalla parte dei ragazzi aggrediti. Saremo nelle piazze di tutta Italia al fianco degli studenti in lotta nella giornata di Domani, 17 novembre, giornata mondiale del diritto allo studio, condividendo il loro appello e la loro piattaforma, nella piena convinzione che l’uscita dalla crisi, la salvezza del sistema pubblico del sapere, e dunque del futuro di una intera generazione, passa anche attraverso il rispetto della legalità e il rifiuto delle intimidazioni e della violenza» continua la nota.
«E’ necessario unire le forze di tutti per dimostrare come sia proprio l’impegno di coloro che operano nel mondo del sapere a permettere di imboccare la strada del cambiamento.
La Gelmini continua a voler propinare al paese un progetto riformatore fatto di 5 in condotta, di prestiti d’onore, di limite di assenze, di didattica e ricerca indirizzati da privati, di rimandati e bocciature, che, oltre gli spot, sta letteralmente portando al collasso i nostri atenei e le nostre scuole, eliminando tutte le risorse, cancellando di fatto l’istruzione pubblica dal nostro Paese».
Ed in conclusione: «Crediamo che si debba lavorare per il comune obiettivo di riformare davvero l’istruzione pubblica italiana, rilanciare la ricerca, produrre idee positive e ribadire che “senza investire sulla conoscenza il lavoro di domani non esiste”».
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