Di Tria contesta Fiore, sul “Sarcone” è scontro istituzionale

Il sindaco sferra un vibrante attacco all’assessore regionale alla sanità all’indomani del consiglio comunale monotematico

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L’intervento in sede di Consiglio Comunale di lunedì scorso da parte dell’assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore apre una grossa crepa tra il Comune di Terlizzi e la Regione Puglia.

Entrambe le controparti sono ferme sulle loro posizioni: se da un lato, in sede di consiglio comunale, Fiore ha ribadito le scelte operate a livello regionale, dall’altro il sindaco Di Tria continua a contestarle a viso aperto, facendo leva su una presunta illogicità del piano, che vedrebbe «mortificato» il presidio ospedaliero di Terlizzi.

Una mortificazione che avverrebbe su due livelli differenti, ma entrambi rilevanti: sul piano della salute dei cittadini e relativamente alla tutela del denaro pubblico, se si considera che gli sforzi economici sostenuti per la risistemazione dell’ospedale si aggirano attorno ai 10 milioni di euro.

E’ dura la reazione del Sindaco all’intervento dell’assessore Fiore, che esprime «sconcerto» per il tenore delle risposte fornite dall’assessore regionale durante il consiglio comunale.

«Fiore ha sostenuto che l’ospedale di Terlizzi non ha subito tagli: niente di più falso. Il PAL (il Piano Attuativo Locale della ASL Bari, ndr) prevedeva per Terlizzi 133 posti letto ed ora ce ne riconoscono appena 76.

Ben 57 posti letto in meno, sono un’enormità, sono un colpo mortale ad un presidio ospedaliero mortificato prima da Fitto e poi oltraggiato da delle scelte che hanno dell’incredibile. Scelte che contraddicono quanto prospettato in più occasioni dalla stessa direzione generale della ASL Bari e dagli atti prodotti dalla stessa giunta regionale negli ultimi anni.

Basta andare a rispolverare le delibere della ASL BA2, prima che confluisse nella mega-azienda unica (la ASL Bari, ndr): per Terlizzi erano previsti oltre 160 posti letto e, così come riportato anche nel PAL, ritornavano nel Sarcone una serie di reparti eliminati dal Piano di Riordino Ospedaliero di Fitto, come la Chirurgia Generale, l’Ortopedia, l’Ostetricia e Ginecologia, la Pediatria, ecc.

Perché si arrivasse ad impiantare tutti i reparti previsti, però, il presidio andava adeguato, e quindi si pose mano ai cantieri, svuotando momentaneamente la struttura di posti letto. Si è giunti così ai 63 posti letto di oggi, ma in compenso ci sono tre piani perfettamente adeguati, 4 sale operatorie, tre sale parto e altro ancora, e si stanno cantierizzando altri reparti per ulteriori “messe a norma”.

Paradossalmente, nel momento in cui si dovevano riempire i nuovi spazi con degenti e personale, si eliminano i posti letto e si vanificano di fatto gli sforzi economici compiuti per oltre 10 milioni di euro
» è una breve ricostruzione storica operata dal Sindaco, che sferra un vibrante attacco rivolto direttamente all’assessore Fiore.

«Fiore dei soldi spesi non ha parlato. Si è limitato a dire che lui non sposterà mai il Punto Nascita (ndr l’Ostetricia e Ginecologia e la neonatologia) da Corato a Terlizzi perché non lo considera politicamente corretto.

Allora io dico che è profondamente scorretto politicamente tagliare di 57 posti letto l’ospedale di Terlizzi e di appena 27 posti letto l’ospedale di Corato (il PAL prevedeva 124pl a Corato, dopo i tagli sono diventati 97).

Si tagliano più posti letto nella struttura più attrezzata e adeguata e si aumentano nel presidio meno adeguato e con meno sale operatorie e sale parto. Ha una logica tutto questo?».

Il sindaco, oltre a contestare la scelta politica effettuata dal governo regionale, solleva il non trascurabile problema della salute dei degenti e della loro sicurezza e ribadisce l’intenzione dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Terlizzi ad opporsi in maniera strenua a decisioni che andrebbero a decapitare la struttura ospedaliera terlizzese.

«E l’assessore alla sanità si pone il problema della salute dei degenti e della loro sicurezza?

Voglio essere maligno: forse si taglia di più a Terlizzi supponendo che nella città del Presidente Vendola difficilmente qualcuno farà le barricate, considerando anche che governa la città una giunta di centrosinistra.

Se il ragionamento è stato questo, dico che c’è una sottovalutazione di fondo che non tiene conto della sensibilità dei terlizzesial tema della sanità, dalla costruzione dell’ospedale fino alla sua difesa contro Fitto e all’elezione di Nichi alla presidenza della Regione Puglia.

I terlizzesi, e io con loro, non si arrenderanno così facilmente all’idea di un Sarcone mortificato, all’idea di uno sperpero di denari e all’idea di una sanità che sceglie di operare in luoghi meno sicuri.

Torno a dire, infatti, che è pericoloso (a detta degli stessi sanitari) spezzare su due presidii chirurgia e punto nascita (ndr nell’attuale previsione la struttura complessa di chirurgia generale è a Terlizzi e su Corato viene assicurata una struttura semplice di chirurgia), perché se è vero che a Terlizzi si farà la chirurgia “seria”, sarebbe più sicuro tenere nello stesso plesso anche l’Ostetricia e Ginecologia, assicurando un rapido intervento nei casi di complicazioni in interventi ginecologici o nei casi di problemi durante il parto».

E dunque dichiara l’intenzione di appellarsi direttamente al governatore della regione Nichi Vendola, il quale, in quanto terlizzese «a differenza degli altri, non può permettersi di mortificare l’ospedale della sua città e ancor meno può permettersi di sprecare sul suo territorio risorse a vuoto e di creare disservizi»

«Io penso che l’assessore Fiore non abbia ben presente la situazione dei due presidii di Terlizzi e di Corato, e che stia prendendo decisioni affrettate e senza una conoscenza diretta.

Penso anche che sarà opportuno che anche Nichi prenda visione del Sarcone com’è oggi, adeguato e ristrutturato.
Per quanto ci riguarda come amministrazione comunale continueremo a rivendicare equità nel trattamento e soluzioni a tutela del denaro pubblico e della salute dei cittadini».

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