UDC categorica: «L’attuale situazione politica ci impone di fermare le bocce»
Il partito di centro punta ad essere protagonista di un percorso alternativo all’attuale amministrazione
Ormai vi è un netto muro, nelle apparenze invalicabile, tra le posizioni della sezione locale dell’Udc e l’amministrazione comunale.
Dopo aver chiesto le dimissioni del Sindaco e dell’intera giunta, a seguito dell’aumento delle tariffe per i buoni mensa, l’Udc torna a prendere le distanze dall’azione di governo dell’attuale amministrazione, proponendosi come capofila per un nuovo inizio che veda protagonista un polo moderato e di centro, in vista delle prossime elezioni amministrative.
Una mossa che potrebbe sembrare prematura se si considera che l’attuale amministrazione è a metà del suo mandato, ma che scopre le carte sin da ora, attraverso la preparazione di un terreno che vedrà l’Udc distante dai partiti di centro-sinistra.
«Siamo convinti che la politica svolta nella nostra città debba avviare un processo politico per un nuovo corso che impone ineludibili discontinuità con le azioni politiche svolte nell’ultimo decennio, politiche che il nostro partito perseguirà rifiutando i condizionamenti della destra quanto quelli della sinistra», si legge nella nota diffusa dalla segreteria politica dell’Udc.
«Le parole non servono e ad una riedizione delle amministrative del 2008 noi non ci stiamo. Siamo fermamente convinti che gli errori perpetrati alle amministrative del 2008 non vadano ripetuti ed è per questo motivo che auspichiamo una “cabina di regia” che non potrà essere che formata da partiti istituzionalizzati».
Chiusura netta, dunque, alle cosiddette liste civiche, che negli scorsi anni hanno riscosso notevoli consensi.
«Noi siamo per un nuovo inizio, che è al via affinchè la politica torni ad essere la più alta espressione del servizio, recuperando il valore della Comunità, la cui coesione si persegue sostenendo le ragioni di uno sviluppo socio-economico, di giustizia, di equità sociale, di pari opportunità., senza odiose discriminazioni».
Utilizzano una metafora sportiva per segnare il definitivo ed inequivocabile distacco dall’amministrazione attuale: «Il nostro imperativo, considerata l’attuale situazione politica venutasi a creare, ci impone di “fermare le bocce”».
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