«Razionalizzare l’esistente per guardare presto al futuro»

Nicolò Marino Ceci

Il Centro Studi “Alo Moro” sull’Ospedale:«Terlizzi deve iniziare a pensare ad una struttura complessa con Molfetta di riferimento del nord barese».

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Mercoledì scorso nel Centro Studi “Aldo Moro” si è svolto l’incontro dal titolo “Le problematiche della sanità pugliese e l’Ospedale Civile Michele Sarcone”, che ha visto gli interventi di diversi operatori di questo travagliato settore in merito all’attuale situazione dell’Ospedale terlizzese alla luce del Consiglio Comunale monotematico di lunedì 25 ottobre.

Diversi gli orientamenti espressi, ma tutti in direzione di tutelare e valorizzare il nosocomio “Sarcone” e il paziente, che forse a volte risulta marginale e periferico nell’ottica di spartizioni politiche di strutture e personale.

Ha coordinato i lavori il Consigliere Comunale del Partito Democratico Michele Grassi.

A rompere il ghiaccio è stata Gianna Saldarelli – Responsabile Laboratorio Analisi del “Sarcone”:

«Ci sono molte voci ma non si capisce niente. Non mi tiro indietro e in questo momento guardo sempre ai pazienti. Credo che dobbiamo guardare a Corato, ma diversificandoci: potremmo potenziare l’ala chirurgica ed ostetrica; ma è chiaro che per far ciò dobbiamo sacrificare qualcosa. Terlizzi è una piazza prestigiosa. Abbiamo strutture molto nuove e sarebbe un peccato chiuderle».

 Secondo Pasquale De Palma – Pediatra e Dirigente Medico Presso l’Ospedale di Corato:

«Il punto è la lettera aperta che il Sindaco ha scritto sull’Ospedale Sarcone: lascia un po’ a desiderare questa logica di scambio; può essere uno spunto ma non è praticabile. La verità è che abbiamo voluto il caviale, ma ci manca il pane. Dovremmo quindi elaborare una proposta organica da portare in consiglio: bisogna dividere e distinguere l’area medica da quella chirurgica». 0

Per Pasquale Cipriani – già Direttore Amministrativo del “Sarcone” di Terlizzi la situazione è abbastanza chiara e ben definita: «il Piano Regionale della Salute 2008 – 2010 classificando gli ospedali in ospedali di base, intermedi e di riferimento provinciale e regionale, prevede l’accorpamento dei piccoli ospedali – quelli cioè con meno di 70 posti letto devono essere riconvertiti in poliambulatori. Si tratta di un piano volto alla razionalizzazione. L’Asl Bari ha una popolazione di 1 milione e 250 mila abitanti e possiede 7 ospedali, tra cui Corato-Terlizzi, Molfetta, Altamura, Putignano, Monopoli, Bari S. Paolo – riferimento del Nord barese, Di Venere – riferimento del Sud barese. Nonostante il San Paolo, bisogna dire che il Nord barese non è ben servito e quindi necessiterebbe di un ospedale intermedio con 300 posti letto che sorga al centro del territorio. Tale ospedale – che terrebbe insieme Corato, Terlizzi e Molfetta – permetterebbe grandi risparmi, con un’assistenza continuativa e completa per il territorio. Da soli infatti questi tre ospedali non hanno purtroppo futuro».

 Cipriani ha quindi concluso: «se proprio non è praticabile questa soluzione, accorperei in un ospedale unico Terlizzi e Molfetta e lascerei Corato come ospedale di base, dato che c’è Andria a 10 km».

 Per Ciccio De Chirico – dirigente Medico del Laboratorio Analis «occorre razionalizzare il denaro pubblico e rimettere al centro la persona. Non dobbiamo ragionare solo politicamente: l’Ospedale di Terlizzi non è né di destra, né di sinistra: auspico quindi che le forze politiche vadano compatte in consiglio comunale per difendere il nostro ospedale».

 Pasquale Acquafredda – Medico Chirurgo presso il Distretto Igiene e Prevenzione dell’Asl Bat ha dichiarato:«geograficamente Terlizzi sarebbe in una posizione molto favorevole per poter essere Ospedale di riferimento insieme a Molfetta: accorpare quindi i due ospedali dei due paesi in un unico ospedale sarebbe la soluzione preferibile».

Michele Tricarico – Dirigente del Servizio Diagnostica per Immagini (Radiologia) – ha in seguito osservato:«questo è un momento di transizione. Se l’ospedale di Terlizzi non verrà aggregato ad un altro ospedale, non avrà più ragione di essere. Mi auguro che tutte le decisioni che verranno prese sul nostro ospedale tengano al centro il paziente. Non solo: mi auguro che il Consiglio Comunale di lunedì non sia un solo prendere atto, ma ci offra delle proposte».

 Per Sabino De Chirico – Funzionario Asl e Sindacalista CISL – «il problema vero è che all’ospedale di Terlizzi manca il personale: la situazione è piuttosto critica. L’unica ipotesi possibile è creare l’ospedale intermedio Terlizzi – Molfetta».

Per Pasquale Tempesta – Responsabile Laboratorio Analisi “Bioster” di Terlizzi ed ex Sindaco di Terlizzi:«il momento è di profonda crisi e dobbiamo cercare di mettere al centro il paziente. Negli anni ’70 e ‘80 al Sarcone abbiamo maturato un’esperienza che non possiamo non rivendicare: non vogliamo campanilismo ma una funzionalità che non c’è. Bisogna invitare a discutere anche il Presidente dell’Anci regionale; e l’assessore Fiore deve prendersi la responsabilità di porre ordine e mettere punti fermi. I tempi si accorciano bruscamente».

Conclude i lavori di audit, discussione, analisi e partecipazione Paolo Ceci – Medico di base, anche impegnato in politica.

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