Di Tria scrive a Vendola: «Si riveda il piano ospedaliero per restituire efficienza e funzionalità al “Sarcone”»
Il Sindaco: «Terlizzi rischia di pagare il tributo maggiore, ad una politica sanitaria poco lungimirante»
Per il sindaco «desta stupore infatti il mancato inserimento del servizio di Medicina Fetale su Terlizzi (è citato solo nel Di Venere), così come lascia esterrefatti l’eliminazione di una qualsiasi struttura di Ginecologia, atteso che al servizio di Chirurgia del Pavimento Pelvico si aggregano anche l’Uroginecologia e la Coloproctologia, venendo impiegati anche ginecologi e non solo chirurghi (nell’attuale stesura dell’Atto Aziendale la Chirurgia del Pavimento Pelvico è una SSD ricompresa nella SC di chirurgia). Si rivendica quindi la riconferma di quanto già previsto nel PAL a proposito della struttura di ginecologia».
rnNella ripartizione delle strutture complesse tra Terlizzi e Corato, non solo si vanificano gli sforzi sin qui portati avanti ma il Piano attuativo della ASL Bari riduce di ben 57 posti letto la capienza del Sarcone che passa cosi dai previsti 133 a solo 76.
«Non è solo una questione di contabilità di posti letto – continua il sindaco – Se la logica è quella del risparmio, non si capisce perché nella distribuzione dei reparti tra Terlizzi e Corato non si è tenuto conto dei massicci stanziamenti che hanno visto adeguare 3 piani del Sarcone, realizzare due sale parto (più una predisposta per il parto in acqua), una unità di “area critica” con 8 posti letto, ben 4 sale operatorie (2 esistenti e recentemente adeguate alle norme e 2 appena consegnate dopo uno stanziamento di oltre 2 milioni di euro) e finanziare altri lavori per svariate centinaia di migliaia di euro per ampliare e adeguare il reparto di Anatomia Patologica, la Medicina di Accettazione e d’Urgenza, il quarto piano, ecc.».
Da qui la proposta nella prospettiva di una maggiore razionalità ed efficienza del sistema ospedaliero: «Concentrare in un unico presidio la Chirurgia e l’Ostetricia e Ginecologia, come ben sappiamo, è soprattutto una questione di buona sanità e di sicurezza delle partorienti e dei bambini che nasceranno in questo territorio, e questo non può che avvenire allocando i reparti a Terlizzi, considerata la dotazione di sale parto e sale operatorie di cui è ormai fornito il Sarcone. Se focalizziamo l’attenzione sulle risorse umane, poi, è innegabile il risparmio ottenuto dal concentrare le branche chirurgiche e il relativo servizio di anestesia.
Ancora, spostare l’Area “Maternità Infanzia” da Corato, dove si è dovuta concentrare l’utenza di questo territorio dopo la chiusura di Terlizzi voluta da Fitto, oltre che fare giustizia delle scelte scellerate della precedente amministrazione regionale, sarebbe conveniente per la posizione baricentrica che ha Terlizzi rispetto a Corato e Molfetta (che non è dotata di punto nascita) e sarebbe sensato per la presenza su Terlizzi del servizio di Medicina Fetale (a garanzia ulteriore delle future mamme) oltre che per la presenza di un reparto di neonatologia ancora intatto».
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