Di Tria scrive a Vendola: «Si riveda il piano ospedaliero per restituire efficienza e funzionalità al “Sarcone”»

La Redazione

Il Sindaco: «Terlizzi rischia di pagare il tributo maggiore, ad una politica sanitaria poco lungimirante»

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Con una lettera aperta al presidente della Regione Nichi Vendola, il sindaco di Terlizzi invita a rivedere il Piano di Assetto Strutturale dell’Assistenza Ospedaliera nella ASL Bari, che vedrà fortemente ridimensionato anche il presidio ospedaliero “Sarcone” di Terlizzi.
Dopo aver ricordato le ingenti risorse investite sulla struttura terlizzese, che ha «beneficiato in questi ultimi anni dell’attenzione regionale, con interventi di adeguamento e riqualificazione per oltre 10 milioni di euro e con l’attivazione di importanti progetti come il “Centro di Medicina Fetale” e la “Chirurgia del Pavimento Pelvico”” riportando il “Sarcone” a “diventare nuovamente un riferimento per l’intera Puglia», il sindaco «pur consapevole del fatto che il taglio di oltre 2000 posti letto imposto alla nostra Regione inevitabilmente imporrà una razionalizzazione dell’assistenza ospedaliera sul territorio» sottolinea l’opportunità e la convenienza di riqualificare l’Ospedale “Sarcone” esempio di buona sanità.
Terlizzi, in sostanza, «rischia di pagare il tributo maggiore, ad una politica sanitaria poco lungimirante». Da qui l’invito a rivedere le scelte far tornare l’ospedale di Terlizzi a quell’esempio di buona sanità quale era prima del piano di riordino attuato dall’allora presidente Fitto.
Contestualmente alla lettera aperta il sindaco ha scritto formalmente oltre che al presidente, all’assessore alla Sanità della Regione Puglia Tommaso Fiore e al direttore generale della ASL Bari Nicola Pansini: «pur condividendo la logica che ha condotto alla costituzione di un solo ospedale definito Corato-Terlizzi, nell’ottica della razionalizzazione dell’assistenza ospedaliera, non si comprende il criterio che ha portato alla ripartizione delle varie strutture semplici e complesse tra i due presidii».

Per il sindaco «desta stupore infatti il mancato inserimento del servizio di Medicina Fetale su Terlizzi (è citato solo nel Di Venere), così come lascia esterrefatti l’eliminazione di una qualsiasi struttura di Ginecologia, atteso che al servizio di Chirurgia del Pavimento Pelvico si aggregano anche l’Uroginecologia e la Coloproctologia, venendo impiegati anche ginecologi e non solo chirurghi (nell’attuale stesura dell’Atto Aziendale la Chirurgia del Pavimento Pelvico è una SSD ricompresa nella SC di chirurgia). Si rivendica quindi la riconferma di quanto già previsto nel PAL a proposito della struttura di ginecologia».


rnNella ripartizione delle strutture complesse tra Terlizzi e Corato, non solo si vanificano gli sforzi sin qui portati avanti ma il Piano attuativo della ASL Bari riduce di ben 57 posti letto la capienza del Sarcone che passa cosi dai previsti 133 a solo 76.

«Non è solo una questione di contabilità di posti letto – continua il sindaco – Se la logica è quella del risparmio, non si capisce perché nella distribuzione dei reparti tra Terlizzi e Corato non si è tenuto conto dei massicci stanziamenti che hanno visto adeguare 3 piani del Sarcone, realizzare due sale parto (più una predisposta per il parto in acqua), una unità di “area critica” con 8 posti letto, ben 4 sale operatorie (2 esistenti e recentemente adeguate alle norme e 2 appena consegnate dopo uno stanziamento di oltre 2 milioni di euro) e finanziare altri lavori per svariate centinaia di migliaia di euro per ampliare e adeguare il reparto di Anatomia Patologica, la Medicina di Accettazione e d’Urgenza, il quarto piano, ecc.».

Da qui la proposta nella prospettiva di una maggiore razionalità ed efficienza del sistema ospedaliero: «Concentrare in un unico presidio la Chirurgia e l’Ostetricia e Ginecologia, come ben sappiamo, è soprattutto una questione di buona sanità e di sicurezza delle partorienti e dei bambini che nasceranno in questo territorio, e questo non può che avvenire allocando i reparti a Terlizzi, considerata la dotazione di sale parto e sale operatorie di cui è ormai fornito il Sarcone. Se focalizziamo l’attenzione sulle risorse umane, poi, è innegabile il risparmio ottenuto dal concentrare le branche chirurgiche e il relativo servizio di anestesia.

Ancora, spostare l’Area “Maternità Infanzia” da Corato, dove si è dovuta concentrare l’utenza di questo territorio dopo la chiusura di Terlizzi voluta da Fitto, oltre che fare giustizia delle scelte scellerate della precedente amministrazione regionale, sarebbe conveniente per la posizione baricentrica che ha Terlizzi rispetto a Corato e Molfetta (che non è dotata di punto nascita) e sarebbe sensato per la presenza su Terlizzi del servizio di Medicina Fetale (a garanzia ulteriore delle future mamme) oltre che per la presenza di un reparto di neonatologia ancora intatto».

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