Lampade votive, per l’Udc «uno scherzo carnevalesco un po’ in anticipo»
Solo qualche giorno fa avevamo pubblicato sulle nostre pagine una nota diffusa da Palazzo di Città, nella quale si comunicava l’avvio della riscossione da parte del Comune delle quote relative alle lampade votive degli anni 2006 -2009.
La sospensione dei pagamenti per quegli anni, lo ricordiamo, era stata consigliata dallo stesso Comune di Terlizzi per evitare che la ditta Alfano Spa proseguisse ad incassare somme di denaro, dal momento che si erano verificati degli episodi di contrasto tra l’ente e la ditta.
Contrasti che avevano portato il Comune a rescindere il contratto con l’azienda e ad avviare un contenzioso che è ancora pendente.
L’azione intrapresa dal Comune, tuttavia, lascia un po’ perplessa la sezione locale dell’Udc che, attraverso uno scritto, si pone diversi interrogativi ed esterna alcune riflessioni che riportiamo.
«Da qualche giorno molti cittadini sono stati investiti da una miriade di lettere con cui si richiede il pagamento delle lampade votive per le annualità 2006, 2007 e 2008. Dette missive sebbene appaiono provenire dal Comune di Terlizzi (servizio riscossione lampade votive) stranamente hanno un logo che non appartiene al Comune di Terlizzi. Stranamente la richiesta non porta nessuna firma, di alcun responsabile del procedimento e neppure di un qualsiasi dirigente di qualche ufficio comunale. Ma non e’ tutto.
Laddove il Comune di Terlizzi dovesse assumersi la paternità di detto comunicato, dovrà spiegare per quale ragione e sulla base di quale arcano principio nella pendenza del contenzioso con la società Alfano S.p.a. richiede oggi il pagamento» afferma la segreteria locale dell’Udc.
Ed ancora: «Non si comprende come la tariffa annuale abbia potuto lievitare da euro 11,70 per l’anno 2006 ad euro 23,00 per i successivi 2007 e 2008. Non vorremmo che siano stati applicati gli stessi “criteri” che hanno visto gli occupanti la zona 167 pagare le stesse somme sia per i proprietari e sia i semplici titolari del diritto di superficie. Davvero inspiegabile si appalesa la sproporzione dell’aumento per un servizio per di più prestato in minima parte. Sul punto giova evidenziare che la tariffa pagata dagli utenti prevedeva la manutenzione del servizio e quindi anche la sostituzione delle lampade».
Ed in conclusione: «Sta di fatto che la stragrande maggioranza delle lampade è spenta o addirittura con la linea inattiva. È opportuno ricordare che ove un contraente intende modificare un patto contrattuale e’ necessaria la previa adesione dell’altro contraente. Siamo sicuri che si sia trattato di uno scherzo carnevalesco con un po’ di anticipo».
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