Mike Rubini, un talento terlizzese alla conquista dell’America
Ha solo 19 anni ma è già il Maestro Mike Rubini
Nel suo sangue scorrono crome e semicrome e la sua lingua preferita è il jazz.
Sassofonista terlizzese doc che ha incantato per il suo fraseggio, per la sua concezione di musica, per la sua espressione chi del jazz chi del jazz è punto di riferimento a livello mondiale.
«Vivere di musica e’ il mio sogno, e poter condividere la mia musica e quindi le mie emozioni quotidiane sul palco e’ bellissimo» ci racconta il giovane Rubini.
«E’ proprio inseguendo questo sogno che il 12 Luglio sono partito per Bassano del Grappa dove si sono tenuti, i seminari della rassegna "Veneto Jazz" con la collaborazione della faculty della prestigiosa "New School for Jazz and Contemporary Music" di Manhattan, New York».
A Manhattan, la patria del jazz, ora si potrà ascoltare anche il virtuoso sassofono del nostro Mike.
«Il 24 Luglio, al termine dei seminari ci sarebbe stata l’audizione europea il cui vincitore avrebbe ricevuto la borsa di studio. Lì mi sono trovato pienamente a mio agio, studiando con Dave Glasser, Jeff Hirshfield, Cameron Brown e tanti altri grandi artisti. In particolare con Dave Glasser ho instaurato un bellissimo rapporto, in quanto la nostra concezione di musica è in perfetta sintonia. Entrambi pensiamo alla musica, alle idee, al suono, e come reagire ad e interagire con esse, e non alle scale e agli accordi, che pur bisogna conoscere».
«Alla gente però’ bisogna trasmettere emozioni, non scale e accordi. E non c’e’ bisogno di far muovere sempre veloci le dita sul sassofono. Dave mi ha saputo comprendere sin dall’inizio. Ho sempre avuto sin da quando ho sentito le prime note di Dexter Gordon su una ballad, una passione per il jazz».
Un feeling che è valso una borsa di studio di 20.000 dollari, senza alcuna audizione, quasi per merito dimostrato sul campo.
«E’ stata una grande emozione essere premiato dinanzi a tutti, soprattutto perché i partecipanti provenivano da tutte le parti d’Europa. Soprattutto questo mi permetterà’ di inseguire il mio sogno e di vivere nella capitale jazz del mondo, qual’e’ New York, un meltin pot di culture, non solo afroamericane ormai, e dove operano tutti i più’ grandi artisti, non solo della musica. Io, che ho mosso i primi passi proprio a Terlizzi con il M. Gaetano Guastamacchia nelle varie associazioni musicali, spero di contribuire con il mio bagaglio musicale personale a quello scambio di culture, a quel crocevia di pensieri che e’ la comunità’ di Manhattan».
«Non voglio perdere nemmeno un minuto – conclude – di quell’atmosfera newyorkese. Ovviamente voglio ringraziare tutte le persone che mi stanno vicine, la mia famiglia, la mia ragazza, e tutte le persone che, nel bene e nel male, mi spronano, mi ispirano, agitano la mia mente e assimilano le mie idee».
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