Che ne sarà dell’ospedale Sarcone? Risponde il Sindaco di Tria

Intervista esclusiva sulla scottante vicenda

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L’ospedale di Terlizzi continua ad essere nell’occhio del ciclone, e prende sempre più corpo l’ipotesi che sotto la mannaia dei tagli alla sanità pubblica a soccombere sarà proprio il “Michele Sarcone”.

Proprio quell’ospedale intorno al quale si è giocata la battaglia elettorale per le regionali sin dal 2005, che era stato il simbolo della contestazione al piano di riordino ospedaliero varato dall’allora giunta di Raffaele Fitto e che lanciò la vittoria di Nichi Vendola.

Lo stesso ospedale attorno al quale Rocco Palese, candidato alla presidenza della regione per il centro-destra, qualche mese fa ha costruito il suo attacco alla gestione sanitaria del primo governo Vendola.

Ma il “Sarcone” per i terlizzesi non è solo la struttura sanitaria: «è una creatura della comunità terlizzese ancor prima che della sanità pugliese, ed è nato attraverso l’intuizione e i sacrifici dei terlizzesi, che gradatamente ne hanno fatto una struttura prestigiosa e d’avanguardia», per usare le parole del Sindaco, al quale abbiamo somministrato alcune domande per comprendere meglio la situazione.

TerlizziLive.it è stato tra i primi mezzi di informazione a divulgare la notizia circa l’ipotesi di chiusura dell’ospedale di Terlizzi. Al momento, tuttavia, il terreno che si batte è quello delle ipotesi anche se nel ballottaggio tra i presìdi da salvare, quello della nostra città sembra soccombere.

Cosa può dirci il Primo cittadino in merito a questa vicenda? L’ospedale di Terlizzi sarà risucchiato nel vortice dei tagli?
La giunta Vendola negli ultimi anni ha stanziato oltre 10 milioni di euro per interventi di adeguamento e potenziamento dell’ospedale di Terlizzi, sarebbe folle disporne la chiusura. Penso piuttosto che sia necessario e non più procrastinabile razionalizzare l’offerta sanitaria sul nostro territorio, non possiamo più permetterci di avere reparti identici a pochi chilometri di distanza, con un enorme dispendio di risorse umane e finanziarie. La verità è che negli scorsi decenni la sanità è stata considerata da molti una diligenza cui dare l’assalto: lo hanno fatto le case farmaceutiche, i produttori di attrezzature mediche, lo ha fatto la classe politica con le sue clientele, e gli stessi cittadini attraverso un vero e proprio abuso del servizio sanitario nazionale (come se non fossero soldi della collettività).

Prima di effettuare lo sfoltimento dei presìdi, crede che sarà convocato un tavolo di concertazione con l’assessorato alla sanità regionale?
Io dico che chi governa ha il dovere di effettuare delle scelte anche dolorose per riformare un sistema che fa acqua oramai da troppi anni. Bisognerà controllare che le scelte operate siano eque e trasparenti. Io non ho dubbi circa la buona fede dell’assessore Fiore e auspico che si confronti presto con le comunità che maggiormente soffriranno per il taglio dei posti letto e dei servizi. Esiste già la conferenza dei sindaci della ASL, ma certamente non basta convocare i primi cittadini, bisogna che vengano coinvolti i consigli comunali e le più ampie fasce delle comunità cittadine.

Cosa significherebbe per la città di Terlizzi perdere il proprio presidio ospedaliero, sebbene l’ipotesi più accreditata è che il polo terlizzese possa diventare un centro di eccellenza per la ricerca?
Per Terlizzi la chiusura dell’ospedale equivarrebbe ad un’amputazione. Il Michele Sarcone è una creatura della comunità terlizzese ancor prima che della sanità pugliese, ed è nato attraverso l’intuizione e i sacrifici dei terlizzesi, che gradatamente ne hanno fatto una struttura prestigiosa e d’avanguardia. Non penso proprio che possa esserci una chiusura, penso piuttosto a un maggior sforzo per renderlo complementare agli altri presidi, puntando a servizi specialistici che non possano essere erogati in altri ospedali. Già oggi con il centro di diagnostica prenatale e con il progetto per il pavimento pelvico, quello di Terlizzi si è accreditato come uno degli ospedali d’avanguardia e di riferimento per l’intera Puglia.

Le ultime valutazioni compiute dall’Assessorato alla Sanità della Regione Puglia stabiliscono un taglio di 200 posti letto in tutta la ASL Bari e vedrebbero per Terlizzi l’accorpamento dei reparti di Ginecologia e Chirurgia. Ufficialmente si tratta di un’emergenza dettata dal periodo estivo, ma potrebbe essere la soluzione definitiva per quel taglio di 1000 posti letto previsto dalla manovra finanziaria del Governo sull’intera Puglia.

In che modo può agire una amministrazione comunale, ammesso che non condivida la scelta della Regione, per evitare la chiusura del presidio?
Noi abbiamo un indubbio vantaggio, che è quello di avere Nichi Vendola a capo della giunta regionale, e quindi l’amministrazione comunale e tutti i cittadini terlizzesi possono avere un canale preferenziale per discutere le scelte della Regione Puglia. Non possiamo ignorare il ruolo che ha avuto Nichi nella difesa del Sarcone all’epoca del “piano di riordino ospedaliero” di Fitto, e sappiamo quanto ha avuto a cuore il Sarcone in questi ultimi anni. Non ignoriamo le difficoltà della Regione di fronte ai tagli forsennati che il Governo sta compiendo col pretesto della crisi economica, e comprendiamo la necessità di intervenire su di un comparto (quello della sanità) che rappresenta il 75% della spesa regionale.

A prescindere da questo, noi terlizzesi abbiamo dimostrato negli anni di essere in grado di incidere sulle scelte compiute a nostro danno e siamo pronti a farlo nuovamente, passando attraverso la discussione in consiglio comunale ed iniziative pubbliche per il pieno coinvolgimento della comunità.

Che ruolo intende avere la città di Terlizzi nella ridefinizione del quadro ospedaliero della Terra di Bari?
Intendiamo avere il ruolo che ci spetta, un ruolo di primo piano, per quello che rappresenta il Michele Sarcone per il nord-barese. Quando saranno terminati i lavori di adeguamento, il nostro ospedale rappresenterà uno dei presidi più attrezzati e competitivi della provincia e intendiamo far valere il suo peso nell’ambito dell’offerta sanitaria sul territorio.

Crediamo fermamente che il buon funzionamento della sanità pubblica sia uno dei principali obiettivi di una democrazia compiuta, e un Governo che si accanisca in tagli sconsiderati in questo settore ha certamente l’obiettivo di favorire la sanità privata, in spregio ai diritti fondamentali dei cittadini di essere assistiti dallo Stato tutti allo stesso modo, qualsiasi sia il loro reddito e la fascia sociale d’appartenenza. Terlizzi vuole continuare a battersi per una sanità pubblica meno sprecona e più efficiente, a garanzia dei diritti di tutti.

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