Finanziamenti regionali per le zone industriabili. La domanda di Terlizzi “Non esaminabile”
Entro 20 giorni il Comune può presentare opposizione
La domanda di partecipazione del Comune di Terlizzi per l’accesso ai Finanziamenti regionali per le zone industriali è stata rigettata.
Lo si legge nelle graduatoria provvisoria, pubblicata sul Bollettino Ufficiale e da qualche giorno consultabile anche sul sito www.sistema.puglia.it .
Sono in tutto 149 le domande inviate alla Regione, 82 quelle giudicate ammissibili. Sono state presentate da 143 Comuni, 5 Consorzi Asi e una Provincia. Potranno essere finanziate con i 60milioni di euro solo 46 proposte.
Motivazione del rigetto della domanda del Comune di Terlizzi, come si legge nella graduatoria provvisoria è «All’indirizzo PEC bando.pip@pec.rupar.puglia.it non è pervenuto dal Comune alcun messaggio di PEC e, pertanto, non sono state rispettate le condizioni di esaminabilità previste dall’art 5 del bando. Nelle osservazioni al preavviso di esclusione ex art. 10 bis L. 241/90, si asserisce l’avvenuto invio telematico ma si allegano esclusivamente dei documenti comprovanti l’inserimento dei dati sul portale Sistema Puglia ma non l’invio di messaggio di PEC con i n. 4 allegati richiesti dal bando».
Ora il Comune avrà 20 giorni di tempo, a partire dal 27 maggio, data di pubblicazione della graduatoria per presentare opposizione.
Il bando, che fa parte della manovra anticrisi della Regione, permette di completare tante zone industriali e allo stesso tempo di sostenere il settore edile che sta risentendo della crisi. Dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive, i destinatari delle risorse, cioè gli Enti locali e i Consorzi ASI, provvederanno all’organizzazione di gare d’appalto a favore delle imprese locali per assegnare i lavori nelle zone industriali.
Il provvedimento della Regione è stato ilustrato dalla Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: «Non vogliamo cattedrali nel deserto», ha detto la Capone.
«Non ci interessa realizzare strutture che poi rischiano di essere abbandonate. Per questa ragione la commissione ha valutato i progetti e la sostenibilità finanziaria della gestione con estrema accuratezza. Noi chiediamo ai Comuni ed ai Consorsi Asi di prendersi cura delle opere realizzate perché siano un esempio di riqualificazione vera delle zone industriali, all’insegna della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente».
«Il bando ha una forte valenza anticrisi, perché rimette in moto il settore dell’edilizia particolarmente attaccato dalla crisi. Proprio di recente l’Ance Puglia (l’Associazione nazionale dei costruttori edili) ha chiesto interventi concreti ed urgenti per dare lavoro alle imprese ed ai lavoratori, anche attraverso la realizzazione di piccole opere e la rigenerazione urbana. La pubblicazione delle graduatorie – ha sottolineato ancora Loredana Capone – è la migliore risposta che la nostra Regione possa dare ai costruttori, perché la realizzazione di infrastrutture nelle zone industriali farà lavorare tante piccole imprese e garantire il posto ai loro dipendenti».
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