Pista ciclabile o parcheggio per le auto? Lo sfogo di un lettore
L’assessore Spada risponde
A Terlizzi le piste ciclabili sono un problema, almeno per quanti vorrebbero utilizzarle in coerenza con lo scopo per cui sono nate.
Vorrebbero, il condizionale è d’obbligo, dal momento che sembra che in molti abbiano frainteso il vero senso di quella corsia.
Alcuni la intendono come luogo privilegiato per la sosta delle autovetture, altri, soprattutto tra i commercianti, come luogo dove esporre i propri prodotti o depositare i bancali per lo scarico delle merci.
TerlizziLive.it ha deciso di dare voce alle numerose lamentele e segnalazioni giunte presso la nostra redazione, da parte di cittadini esasperati dalla impossibilità di poter compiere un giro in bicicletta utilizzando la corsia ciclabile.
«In Corso Dante secondo me le strisce che la delimitano sono state fraintese per strisce di delimitazione ad area di parcheggio ed è inoltre vergognoso dover scansare in prossimità di alcune attività commerciali interi bancali» è lo sfogo del sig. Sabino
Ma i destinatari della lamentela del sig. Sabino non sono soltanto coloro che si macchiano di inciviltà, ma anche coloro che dovrebbero punire e sanzionare chi non consente il transito delle bici sulle piste ciclabili.
«Possibile che nessun Amministratore si faccia una passeggiata in bici usufruendo della pista ciclabile? Possibile che i vigili urbani che transitano lungo la pista ciclabile anche senza ordine si servizio specifico non adottino dei provvedimenti? Se si dovesse verificare un sinistro, a causa della pista ciclabile occupata da auto, moto e bancali, di chi le responsabilità?»
Abbiamo inoltrato all’attenzione dell’Assessore competente Gianna Spada la questione sollevata dal sig. Sabino, la quale ha risposto con la missiva che pubblichiamo di seguito.
«Gentilissimo sig. Sabino
Intanto mi è caro segnalarLe che sono un Amministratore che gira quotidianamente in bicicletta. Quando non ne avevo una personale, usufruivo regolarmente del bike sharing. Ho sempre pensato, infatti, che per poter consigliare a qualcuno di fare qualcosa, bisogna darne l’esempio. Per cui, quotidianamente mi imbatto nei disagi che a giusta ragione, elenca. Condivido pertanto, le Sue affermazioni circa la deplorevolezza di alcuni atteggiamenti arroganti e pretenziosi di taluni automobilisti e commercianti, ma contesto il Suo considerare indifferente e distratto il lavoro dei Vigili Urbani che hanno la precisa indicazione di provvedere a mantenere libera e fruibile la pista. Questo dato è sostenuto da un notevole sanzionamento e dai numerosi passaggi nelle zone interessate della pattuglia di turno. Inoltre, nel corso del 2009, tutte le aree commerciali prospicenti la pista e non che ponevano in essere occupazioni abusive, sono state oggetto di sequestro giudiziario e ammende amministrative. E’ stato un momento di assoluta fatica in quanto, seppur nell’esercizio del proprio dovere, l’Amministrazione è intervenuta in momenti di crisi economica rilevante.
Mi duole allo stesso tempo, comunicarLe che sono gli stessi cittadini a mostrare insofferenza per l’infrastrutturazione di cui all’oggetto e Le riferisco anche di un gruppo sparuto di commercianti che non hanno mancato di girarmi improperi (e non esagero) a seguito della mia avversione alla loro proposta di sopprimere totalmente la pista, ancora visionabili su Terlizzilive, in una notizia di qualche tempo fa. Inoltre, gli stessi operatori di Polizia Municipale, mi comunicano continuamente della maleducazione e sfrontatezza di taluni clienti di talune attività commerciali che attendono il loro arrivo per rimuovere le auto in sosta vietata.
Faccio ammenda, ovviamente, sul fatto che allo stato attuale la pista abbia urgente bisogno di restyling e ridefinizione e La rassicuro del fatto che vi è già un progetto di messa in sicurezza: dal primo giugno, vi sarà per il Comando di Terlizzi, il nuovo dirigente/comandante dott. D’Ingeo, al quale sarà posta la priorità d’intervento.
Quello che penso e che verifico come Amministratore e cittadina, è la mancata riprovazione sociale: se la città si ribellasse allo strapotere automobilistico, se fosse unita nel contestare il parcheggio abusivo, nell’imporre il rispetto di questi brevi tratti riservati all’utenza debole della strada, se collaborasse con il numero esiguo di Vigili Urbani impegnati, come si sa, in una pluralità di competenze, almeno nel segnalare ai più ‘distratti’ o meno propensi all’applicazione del Codice della Strada, la contravvenzione effettuata, probabilmente si riuscirebbe a centrare l’obiettivo di vivere la strada con diritti paritariamente riconosciuti e si avvierebbe quella rivoluzione chiamata "mobilità alternativa"».
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