Premio Gaetano Morgese, i piazzamenti d’onore
Intervista doppia a Pietro Pastore e Marta Marzal Abellan
Pietro Pastore, studente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e Marta Marzal Abellan, studente dell’Accademia di Belle Arti di Torino sono i giovani vincitori – rispettivamente 2° e 3 ° premio con le opere “Madre Terra – prima terra e poi madre” e “Ritratto” – del 10° Concorso Nazionale di Pittura organizzato dalla Fondazione “Gaetano Morgese”.
Eccoli qui a confronto in un’intervista doppia dal sapore sublime e tellurico.
Descrivete la vostra opera.
[P.P.] Lascio che tutto mi venga incontro e non mi costringo a trovare questo o quell’elemento negli oggetti, affinché il mio animo si educhi ancor di più, e lo sguardo spazi in un campo più libero.” Ho citato Goethe per rispondere alla tua domanda perché questa frase, a mio avviso, racconta perfettamente la storia dell’Atto Creativo e, di conseguenza, dell’opera stessa.
[M. A.] E’ un dipinto a olio con una base acrilica di colore rossiccio. Si tratta del ritratto di una persona che si perde nel tempo e che si palesa con sembianze particolari. Le tonalità e i tratti utilizzati sono in piena sintonia con il carattere e la personalità della figura femminile – creando così un’atmosfera calda e piacevole, nonostante le pennellate decise che definiscono il suo viso. La distribuzione della figura nello spazio della tela rompe con la composizione classica del ritratto, per creare una speciale tensione nello spettatore quando osserva il quadro.
Un commento sul Concorso Nazionale di Pittura organizzato dalla Fondazione “Gaetano Morgese”.
[P.P.] Il Premio Gaetano Morgese è un’occasione di confronto e di crescita; è una possibilità, per qualcuno, di coltivare la propria sperimentazione artistica, allungando, in proporzione al premio ricevuto, la “sopravvivenza”; è una scelta coraggiosa che, purtroppo, quasi mai ha delle risposte. Ma soprattutto è un desiderio autentico, ed in quanto tale bisogna perseverare affinché questo si esaudisca. Mi unisco alle parole di Giovanni Morgese dette in conclusione della cerimonia di premiazione, che con coraggio, ha ribadito il senso di questo Premio ed ha sottolineato il “menefreghismo” delle istituzioni. Il Premio nazionale di Pittura Gaetano Morgese, per quanto mi riguarda, sarà sempre un esempio d’amore e di cultura da parte di chi l’ha voluto e di chi ha collabora affinché tutto questo continui ad esserci.
[M. A.] E’ una progetto che prova a motivare i giovani artisti, che molte volte cercando di raggiungere i loro sogni, perdono fiducia in se stessi. E’ un compito molto importante che pochi al giorno d’oggi sono disposti a realizzare. E’ per questo che voglio esprimere alla Fondazione la mia ammirazione e i miei ringraziamenti.
Cos’è l’Arte contemporanea?
[P.P.] Tutto ciò che vive (e trova il senso nel vivere) fuori dallo spazio e dal tempo, è da considerarsi Arte; tutto il resto è tendenza e mercato. L’Arte è contemporanea in quanto Arte. Spesso si fa l’errore di considerare contemporaneo tutto ciò che in qualche modo evade dalla tradizione. Per esempio io considero Giotto molto più contemporaneo di molti giovani che, arrogantemente, si considerano (e vengono considerati) artisti.
[M. A.] Forse l’aspetto che definisce meglio l’arte contemporanea è la difficoltà nel definirla criticamente: la rottura con i canoni tradizionali ne fa un’arte che non risponde ad una estetica concreta ed è quello che le dà una grande varietà e ricchezza. Essere artista adesso ha una nuova funzione sociale.
Si descriva in tre aggettivi
[P.P.] Difficile risponderti. Io sono ciò che gli altri credono io sia. Sono romantico, autentico e sensibile ed il contrario di tutto questo, sono tante altre cose e nessuna di queste altre cose.
[M. A.] Impulsiva, attiva, esigente.
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