“Il centrosinistra deve chiedersi se è ancora centrosinistra”
Il confronto del convegno sul rapporto tra centrosinistra ed enti locali
Giovedì scorso nel Centro Studi “Aldo Moro” alle 20,30 si è svolto il convegno dal titolo “le politiche del centrosinistra nel governo degli enti locali”.
Ha aperto i lavori la giornalista Barbara De Robertis che ha chiesto all’assemblea di rispettare un minuto di silenzio in onore ai due bersaglieri uccisi in Afghanistan: Luigi Pascazio e Massimiliano Ramadù.
Dopo il minuto di silenzio la moderatrice ha passato la parola al consigliere comunale del Pd Michele Grassi che ha dichiarato:”Terlizzi si sta dimostrando un paese senza vitalità. Proprio per questo il Centro Studi ha voluto organizzare una serie di appuntamenti – ospitando Mennea, Monno, Cusmai, Vurchio e oggi Superbo – per animare in qualche modo il dibattito politico cittadino. Abbiamo così deciso di aprire all’esterno attività e dibattiti che fin ora avevamo sempre svolto al nostro interno”.
Dopo quest’introduzione ha lanciato degli spunti:”cosa sta facendo il centrosinistra per le piccole attività commerciali e artigiane? Perché non discute dell’accentramento delle cariche che caratterizza alcuni suoi esponenti di spicco? Perché nella nostra città non rende partecipato il suo bilancio? Perché non discute del federalismo – che è già in atto? Bisogna tornare, anche a Terlizzi, a parlare con i cittadini e ascoltare i loro bisogni”.
E’ quindi intervenuto Pasquale Tempesta che ha raccontato la sua esperienza politica ai tempi della Dc:”noi siamo stati figli della guerra; eravamo quindi pieni di speranza per un mondo nuovo e diverso. La politica di allora ci ha insegnato il rispetto per la persona, l’equità, la garanzia del lavoro; in una parola: la politica era intesa come servizio alla persona. Oggi, invece, dove sono le riunioni di ragazzi in cui si alimenta la speranza per un futuro diverso? Cosa è la politica oggi? Abbiamo un Pd – un partito del 20 % – che non riesce neanche ad esprimere una candidatura credibile per la presidenza del consiglio regionale. Occorre che il Pd sia reale alternativa al centrodestra e cambi necessariamente il suo attuale stato d’essere – che rappresenta un fallimento di quella fusione tra sensibilità grazie alla quale è nato”.
Ha concluso i lavori Michelangelo Superbo – consigliere comunale di Minervino Murge e consigliere provinciale Bat del Pd – che ha così premesso:”probabilmente, se non ci fosse stato Aldo Moro, non potremmo neanche parlare di centrosinistra oggi”.
E ha allora iniziato la sua attenta analisi:”nell’attuale centrosinistra la Sinistra è fuori dal Parlamento e il partito di riferimento è il Pd – un soggetto politico che è partito con il 33% di voti e oggi ne raccoglie a malapena il 26%. In Puglia – dove invece SeL è molto forte – ci siamo persi sulle primarie perché la nostra proposta progettuale era scarsa. La Dc di una volta aveva tante correnti ma attorno ad una sola matrice – la dottrina sociale della Chiesa.
Anche il Pd oggi ha più correnti ma tutte di diversa matrice. Ciò che ci deve preoccupare adesso è l’oltre 30% di astensionismo in tutta Italia: il centrosinistra deve chiedersi perché un elettore su tre non è andato a votare nelle ultime elezioni. Secondo un sondaggio post elettorale il 40% dei cattolici non ha votato; il 40% ha votato il Pdl e il 20% il centrosinistra. E’ fallito il progetto per il quale il Partito Democratico è nato: prova ne è che non riesce ad essere alternativa a Berlusconi, nonostante questi sia stato colpito dagli scandali delle escort e degli appalti del G8. Dobbiamo tornare ad offrire risposte concrete a problemi attuali ma in particolare dobbiamo insistere su temi quali Istituzioni, Famiglia e Lavoro.
La famiglia è il nucleo fondante della società italiana – dobbiamo quindi intervenire finanziariamente a suo favore, come affermato dall’art. 31 della Costituzione. Bisogna investire sul lavoro nel Mezzogiorno e parlare con gli 8 milioni di poveri che ci sono oggi in Italia e che hanno bisogno di risposte urgenti. Dunque agevolare l’occupazione femminile.
A questo punto bisogna tornare ad essere nelle istituzioni, come forza credibile: piuttosto che realizzare il ponte sullo stretto di Messina ad esempio sarebbe meglio spendere quei soldi nelle infrastrutture dei comuni”.
Superbo ha infine concluso:”Fini ha dichiarato che il fascismo è stato un male mentre Bersani non ha mai dichiarato che anche il comunismo lo è stato: il Pd non è riuscito a superare le postazioni culturali di partenza. Il Pd ha tuttavia l’ambizione di essere – a differenza del Pdl che finirà con Berlusconi – un progetto che proseguirà oltre le persone. La base è scocciata; c’è bisogno di certezze e l’unica via per il Pd per poter risalire la china è ritrovare la strada per il bene comune”.
Photogallery a cura di Fabio Volpe
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