Niente cantieri edili, «Terlizzi è un paese in letargo»
La denuncia presentata da Giovane Italia
I ragazzi di Gioventù Italiana sono preoccupati: Terlizzi, secondo il loro avviso, è quanto mai arretrata, stenta a crescere e rischia di essere inghiottita dalle realtà viciniore in continuo sviluppo e movimento.
Testimoni di questo «lungo letargo» sarebbero le uniche due gru rimaste in attività nel territorio terlizzese; davvero poche se si considera l’ampiezza del territorio e il numero di abitanti, oltre che la densità per chilometro quadrato, quasi doppia rispetto a quella di Corato, il triplo rispetto a Ruvo di Puglia.
Due sole gru a ribadire che a Terlizzi ormai l’edilizia è ferma e i costi degli affitti sono sempre più alti; Giovane Italia individua anche delle ripercussioni di tipo economico – sociale dietro quello che essi stessi definiscono «un lungo sonno».
«Dov’è il paese che cresce? Dove sono le maestranze terlizzesi all’opera? Sembrerebbe proprio che Terlizzi sia un paese in letargo, che tutto sia destinato a rimanere così com’è.
Eppure non bisogna andare tanto lontano per vedere una Molfetta in costante crescita che non intende fermarsi e che se continua così travolgerà anche noi.
Per quanto noi giovani abbiamo il diritto-dovere di mantenere viva la nostra tradizione, di valorizzare le costruzioni d’epoca, il centro storico (per fortuna a quello ci pensa il presidente della regione) dobbiamo anche interessarci allo sviluppo del paese e all’innovazione» scrive la sezione terlizzese in un comunicato.
«Sarebbe necessario svegliarsi da questo “lungo sonno”, apparentemente sereno, dietro il quale si cela: disoccupazione, penuria di abitazioni con conseguente aumento spropositato del costo degli affitti degli appartamenti già esistenti, volendo trascurare le ripercussioni socio-economiche di questo fenomeno.
Fin quando la giunta continuerà a disertare il consiglio comunale, però probabilmente sarà più facile notare una “colonizzazione” di gruidi che un nuovo cantiere edile».
Alcuni mesi fa avevamo già ospitato sulle nostre pagine lo sfogo di un lettore cui era seguita la risposta del Primo Cittadino.
Rimane, tuttavia, il problema a prescindere dall’attribuzione delle responsabilità. Un problema che Terlizzi dovrà risolvere al più presto.
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