Cusmai: “Sì al bilancio partecipato con parrocchie, associazioni e cittadini”

Nicolò Marino Ceci

“Agli amministratori dico:non chiudetevi nelle torri d’avorio dei Comuni”

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Nella sera di martedì 27 aprile nel Centro Studi “Aldo Moro” si è parlato di bilancio partecipato.

Alla vigilia del consiglio comunale che si terrà il 30 aprile, nel corso del quale verrà approvato il Bilancio di Previsione 2010, nel circolo intitolato allo statista Dc si è dissertato in merito ai vantaggi e ai benefici che si possono trarre da una redazione partecipata e condivisa del bilancio comunale. Un bilancio che sarebbe certamente più vicino e aderente alle esigenze della cittadinanza.
A sostenerlo è stata la dott.ssa Antonella Cusmai, intervenuta nel corso del convengo in veste di commercialista ed ex assessore alle Finanze del Comune di Margherita di Savoia.

Quando il bilancio partecipato può definirsi tale?
Nel momento in cui si coinvolge la cittadinanza nella maniera più ampia possibile: la politica si fa incontro ai cittadini, li ascolta e traduce le loro esigenze in investimenti e più in generale in interventi di natura finanziaria mirati. In tal modo sono gli stessi cittadini – e non gli amministratori – a scegliere democraticamente come e dove investire le risorse del proprio Comune.

Lei è stata assessore alle finanze di Margherita di Savoia: ci racconta la sua esperienza in merito al bilancio partecipato?
Ho coinvolto le parrocchie: a Margherita non abbiamo associazioni di categoria e quindi l’unica forma di associazionismo è quella parrocchiale. Abbiamo organizzato alcuni incontri con le diverse parrocchie; l’ultimo incontro si è svolto nell’aula consiliare, al quale abbiamo invitato a partecipare al contempo anche tutte le altre categorie di lavoratori presenti sul territorio.

Quali i risultati?
I risultati sono stati sorprendenti perché ci siamo resi conto di quelli che sono effettivamente i bisogni di una comunità, alla quale interessano sicuramente le grandi opere pubbliche, ma in maniera maggiore la qualità della vita di ogni giorno: ad esempio l’illuminazione pubblica, le buche nelle strade.

Cosa suggerisce quindi all’Amministrazione di Terlizzi?
A tutti gli amministratori dico di non chiudersi nelle torri d’avorio dei Comuni; scendete tra la gente e abbiate il coraggio di confrontarvi con le persone. Iniziate dalle parrocchie e poi allargate alle diverse associazioni – nella fattispecie, visto che a Terlizzi ne avete una, si può far riferimento alla consulta delle associazioni.

Un parere sulla neonata giunta Vendola.
Ben venga questa rivoluzione del 50% di assessori donne. Credo che le donne debbano essere apprezzate per ciò che valgono, ma al contempo sono convinta che i partiti penalizzino il genere femminile, in quanto ai “posti di comando” ci sono sempre gli uomini e le donne difficilmente svolgono ruoli di sostanza, ma soprattutto di forma.

Faccia un esempio.
Un esempio su tutti: alle donne vengono dati sempre assessorati o alle pari opportunità o alle politiche sociali – forse perché nell’immaginario collettivo la donna viene sempre associata alla famiglia – mentre le donne sanno fare molto bene anche altro, proprio come l’ass. Barbanente.

Cosa potrebbero dare le donne in politica alla politica?
Le donne potrebbero dare ancora tanto.

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