Dirigente comunale del settore Urbanistico assolto dall’accusa di illecito amministrativo
I giudici: il fatto non è previsto dalla legge come reato
Assolto perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Questo in sintesi il verdetto emesso dalla prima sezione del Tribunale di Trani in seduta collegiale con i giudici Carone, Messina e Gadaleta, nei confronti dell’ing. Gennaro Casciello, difeso dall’avvocato coratino Michele Quinto, indagato per aver rilasciato, in qualità di dirigente dell’ufficio Urbanistico del comune di Terlizzi, un provvedimento di agibilità a dei locali adibiti a ristorante a Terlizzi.
I fatti risalgono al giugno del 2005 e, in quell’epoca, avevano creato qualche subbuglio all’interno dell’amministrazione comunale terlizzese per il rinvio a giudizio del dirigente comunale. Dopo quasi 5 anni di indagini e udienze, nei giorni scorsi sulla la vicenda è calato il sipario.
«Al mio assistito – spiega l’avv. Quinto – era stato contestato il rilascio dell’agibilità a dei locali che, con un cambio di destinazione d’uso, sarebbero stati adibiti all’attività di ristorazione. L’atto amministrativo era stato rilasciato dall’ing. Casciello sulla base di un’autocertificazione attestante l’idoneità igienico-sanitaria dei locali in questione su cui la stessa ASL confermava il proprio nulla osta igienico-sanitario per l’attività di ristorazione. Dopo la documentazione integrativa richiesta dal comune di Terlizzi ai fini dell’agibilità, il Sindaco Di Tria il 21 giugno 2005 rilasciava l’autorizzazione sanitaria per l’attività di ristorante e bar, sulla scorta del parere della ASL e della sola richiesta del certificato di agibilità, con le successive integrazioni richieste dal Comune. Successivamente l’ing. Casciello rilasciava il certificato di agibilità per la sola attività commerciale, facendo salvo il parere sanitario ai fini dell’esercizio dell’attività di ristorazione, la cui istruttoria era stata curata da un tecnico comunale incaricato e acquisito in data anteriore al rilascio dell’agibilità».
Il consulente del Pubblico Ministero, per l’avvocato Quinto non ha tenuto conto di tutta la documentazione relativa all’intera vicenda, tanto da indurre lo stesso Pm a chiedere per l’ing. Casciello una pena di 2 anni di reclusione. Alla fine del dibattimento i giudici hanno sentenziato l’assoluzione per il dirigente comunale.
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