“Della Donna …il canto”, parla Maria Addamiano

Nicolò Marino Ceci

Autrice della mostra che si chiuderà questa sera, sabato 20 marzo

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Questa sera, sabato 20 marzo si chiude ufficialmente la rassegna “Della Donna …il canto”, inaugurata lo scorso 5 marzo all’interno della galleria “Adsum Artecontemporanea”.

Diciannove sculture realizzate tra il 2003 e il 2009, tutte in terracotta e carta pesta; alcune bronzate, ma tutte realizzate solamente dalle mani della creativa Maria Addamiano. Eccola in un’inedita intervista.

Chi è Maria Addamiano?
Sono attualmente un’insegnante di scuola elementare in pensione – ho insegnato anche nella scuola Don Pietro Pappagallo di Terlizzi, dal ‘76 all’88. Sono un’autodidatta e mi dedico all’arte da sempre, appassionandomi in particolare all’utilizzo della cartapesta nella scultura.

Quali i temi della rassegna “Della donna …il canto”?
Ho voluto parlare della donna – migrante, donna madre, intesa anche come Maria Vergine e infine la donna come dolce amante. La prima figura l’ho resa con una statua nella quale ho ritratto una ragazza che vien fuori dal mare, spogliata di tutto, anche dei suoi vestiti: i suoi capelli crespi si uniscono alle onde del mare che è dietro di lei. Ho voluto così fare un omaggio alle sfortunate ragazze che vengono dall’est con la promessa di un sogno ma che poi vengono defraudate di tutto e umiliate.

Quindi la donna madre è metafora della sacralità della Vergine?
Certo: nella maternità vedo la forza della donna che in tal modo si sublima e si completa. Secondo me la maternità è metafora della donna che va avanti, superando le difficoltà. La donna madre per eccellenza è la Madonna. E la donna – madre è anche la prima “amante” del suo bimbo, prim’ancora del suo compagno.

Quindi il filo conduttore dell’esposizione è la donna in un iter ascendente che la vede prima emigrante dall’est, poi in dolce attesa e infine Madre di Gesù Cristo?
Esattamente, ho voluto nello specifico cogliere la donna nel suo dolore: è proprio in queste sofferenze che la donna grazie alla sua forza riesce a non fermarsi e ad andare oltre le difficoltà e le avversità. Il tutto è collocato all’interno di un dialogo continuo tra la dimensione umana – terrena e quella divina della Vergine, di Gesù Cristo e degli angeli. La donna che si fa Vergine e partorisce il figlio di Dio.

Quale è oggi la condizione della donna?
La donna oggi vive in un limbo: non è più l’”angelo della casa” ma è una donna manager; si trova quindi ad esser passata da una dimensione domestica ad una prospettiva di carriera.

Quindi?
In questo importante passaggio la donna da esser troppo soggetta all’uomo è diventata oggi troppo emancipata e vive la ricerca di un equilibrio tra le due componenti che purtroppo non ha.

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