Vito De Leo sullo Statuto Comunale: «Quando l’aggiornamento?»
Intervento del presidente della Consulta delle associazioni
Torna a parlare di Statuto Comunale il Presidente della Consulta delle Associazioni Vito De Leo.
In una lettera inviata a TerlizziLive.it, De Leo insiste sull’attivazione degli istituti di partecipazione, del bilancio sociale e del difensore civico, figura garante del buon andamento, dell’imparzialità, della tempestività e della correttezza dell’azione amministrativa.
«Un organo di trasparenza e di civiltà – come spiega De Leo – oggi più che mai necessario per ridurre gli ingenti esborsi finanziari che il Comune è costretto a sopportare per far fronte alle spese di contenziosi legali e liti varie».
De Leo lamenta il fatto che lo Statuto Comunale, alla stesura del quale egli stesso partecipò in qualità di membro della commissione istituita dall’allora sindaco Grassi, attende di essere aggiornato dal 2005 così come previsto dal D.Lgs 267/2000.
«Abbiamo appreso dalla stampa che la Commissione consiliare Affari istituzionali, presieduta da Leonardo De Vanna, porterà, all’esame del Consiglio la nuova bozza dello Statuto comunale, ma non si sa quando», scrive De Leo.
«Nonostante le continue sollecitazioni espresse a nome e per conto della Consulta delle Associazioni, e nonostante le dimissioni presentate nel dicembre 2008 e tenute in sospeso dall’Amministrazione comunale per procedere alla elezione degli organi con il nuovo regolamento, che abbiamo contribuito a redigere negli incontri promossi dall’Assessore Santina Mastropasqua e dal consigliere Leonardo De Vanna, non si è ancora deliberata la regolamentazione del Titolo 1, art. 5 “Rapporti con i cittadini ed informazione”; art. 7 “Principi generali sulla trasparenza”; art. 8 “Pari opportunità”; art. 9 “Consiglio comunale dei ragazzi” e gli articoli che dal n. 43 al 52 disciplinano la “Partecipazione dei cittadini all’Amministrazione» insorge il Presidente della Consulta delle Associazioni
«Da molti anni abbiamo proposto l’adozione del “Bilancio sociale”, un bilancio, cioè, in cui l’Amministrazione si fa finalmente incontro, ascolto, ma soprattutto azione diretta, partecipazione autentica, che consente ai cittadini di scegliere democraticamente come e dove investire le risorse del proprio Municipio, così come accadeva quando rivestivo la carica di assessore alle finanze nei lontani anni ottanta».
E conclude: «Sono questi atti fondamentali e non più procrastinabili per realizzare la vera democratizzazione del Comune. Di fronte ai fenomeni allarmanti come lo scollamento dei partiti dalla società, la crisi di rappresentanza, l’inefficacia delle attuali forme di governo, uno Statuto adeguatamente attuato, può diventare veramente lo strumento più idoneo per regolare la partecipazione e i diritti dei cittadini. Credo che su questi temi, prima della discussione in Consiglio comunale, sia necessario sollevare un ampio dibattito tra le espressioni libere ed organizzate della comunità locale, le forze politiche e sociali e la civica amministrazione, nella comune convinzione che una democrazia vitale esige cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri e non ricattabili dal potere politico ed economico. Il patriottismo critico è sempre un fatto positivo e l’amore per la propria città non può essere sottratto alla discussione pubblica. Il modo più sicuro per tenere desta la tutela dei beni comuni è la cittadinanza attiva, ossia una mobilitazione capace di trasformare l’affetto in vigilanza, di impedire la latenza e poi la sopraffazione dell’interesse generale da parte dei poteri forti».
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