L’onorevole Gero Grassi ricorda Aldo Moro

Nicolò Marino Ceci

Domani, sabato 6 marzo, nella Biblioteca Comunale di Terlizzi

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Sabato 6 marzo all’interno della Sala Mons. Felice De Paù della Biblioteca Comunale di Terlizzi si terrà il convegno per ricordare Aldo Moro dal titolo “1978 – 2010 Aldo Moro l’uomo, il politico, Terlizzi”.

Organizzato dalla cooperativa Culturale R.T.S. in collaborazione con la testata “Il Confronto delle Idee”, il convegno vedrà come relatore l’On. Gero Grassi – Vice Presidente Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
A introdurre i lavori sarà Maria Teresa De Scisciolo – Direttrice de “Il Confronto delle Idee”.
L’assassinio di Aldo Moro rappresenta uno dei momenti di maggiore travaglio nella storia della Repubblica italiana. A distanza di 31 anni dal ritrovamento del suo corpo in quella Renault 4 rossa in via Caetani ci si chiede ancora il perché e il senso di quel sacrificio. Tutta la casistica di rapimenti in Italia è sempre stata affrontata e risolta con un atteggiamento di disponibilità alla mediazione con i rapitori, atteggiamento che ovviamente si è diversamente declinato episodio per episodio.

Basti pensare al caso di Ciro Cirillo – assessore all’urbanistica del Comune di Napoli – che il 27 aprile del 1981 fu rapito dalla Brigate Rosse e poi rilasciato a seguito di logoranti trattative – per certi versi ancora tutte da chiarire. Basti pensare ancora alla vasta e più recente casistica mediorientale: Simona Pari, Simona Torretta, Gabriele Torsello, Giuliana Sgrena – per citarne alcuni -, tutti casi in cui lo Stato italiano ha fatto tutto il possibile per salvare la vita dei suoi cittadini – ostaggi.

E Aldo Moro? Il Senatore Francesco Cossiga – Ministro dell’Interno nel 1978 – ancora oggi racconta la grandiosa fermezza dello Stato italiano di quegli anni che non scese a patti con i terroristi.

Sono tuttavia ancora molte le ombre da dissipare in un martirio che poteva essere evitato.
Nel momento in cui fu ucciso, Aldo Moro non era solo il politico più importante d’Italia ma era soprattutto colui che più di ogni altro avrebbe potuto incidere sul futuro politico del nostro Stato.

Il “governo di solidarietà nazionale” pensato da Moro mirava a coniugare nell’ambito di una stessa coalizione di maggioranza gli storici partiti della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista. Si trattò certamente di un disegno politico rivoluzionario in quanto saltava al di là degli steccati ideologici sulla base dei quali era definita la geopolitica mondiale.

Il compromesso storico – come tutte le idee più geniali e rivoluzionarie – fece paura perché era il preludio di uno scenario politico che era certamente difficile da immaginare in quegli anni di tensioni tra l’America capitalista e la Russia comunista. Come tutto ciò che non conosciamo e ci fa paura si reagisce fuggendo o contrattaccando con rabbia e aggressività: un manipolo di terroristi optò per la seconda ipotesi, “giustiziando” lo statista democristiano il 9 maggio 1978.

Aldo Moro come John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King, Mahatma Gandhi, Malcolm X, Harvey Milk.

Il giorno del rapimento di Aldo Moro – 16 marzo 1978 – le BR uccisero tutti gli agenti della sua scorta che qui vogliamo ricordare:
Domenico Ricci
Oreste Leonardi
Raffaele Iozzino
Giulio Rivera
Francesco Zizzi

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