Week end primaverile a Terlizzi, ma l’inverno non è ancora finito

Francesco Paolo Barile*

La città è stata risparmiata dalle grandi calamità invernali

0 commenta

L’inverno si appresta a percorrere il rettilineo finale a motore spento. E’ da quasi due settimane che miti correnti occidentali trasportano perturbazioni di matrice atlantica cariche di pioggia e sovente accompagnate da venti tiepidi che in questo febbraio sono riusciti a spingere le temperature massime sino a 18°C su Terlizzi e intorno ai 20°C sulla costa.

Una configurazione anomala per febbraio, che per la nostra zona rappresenta il mese più cruento sia in termini di freddo che di episodi nevosi. Tale mitezza termica e dovizia di precipitazioni (il 2009 ha chiuso con 127 giorni di pioggia e +45% di volume precipitato) sta facendo un gran bene alle colture ed alle centinaia di aziende agricole e florovivaistiche del comprensorio che hanno dovuto fare i conti con due disastrose grandinate durante il trimestre estivo.

Poche gelate e piogge ben distribuite; gli agricoltori nostrani parlano di condizioni eccezionali che contrastano con quanto sta accadendo invece nel resto d’Italia, d’Europa e nel Nord America. Il generale inverno ha picchiato duro su gran parte del continente, portando le sue armate sino all’Italia centrale (neve a Roma il 13 febbraio) e risparmiando fortunatamente il sud da ripetute ondate di gelo e neve che non si ricordavano da 25 anni, dal lontano 1985.

La clemenza climatica non intercetta però l’avversa congiuntura economica che non risparmia il settore che anzi ne risente in modo particolare.

Guardando le immagini di intere nazioni paralizzate da un inverno rigidissimo, molti si chiederanno dov’è finito il Global Warming? Ebbene il riscaldamento globale c’è e continua a marciare verso nuovi massimi poiché dall’altra parte della boccia planetaria l’estate è in molte zone assai rovente ed ai poli le temperature sono sopra la media. Ciò che è accaduto invece su gran parte dell’emisfero nord è solo un’anomalia dovuta alla frammentazione del vortice polare che ha favorito le stoccate dell’orso siberiano (il grande gelo euro-asiatico) verso latitudini decisamente inusuali e ha prodotto un’estensione della copertura nevosa da primato (dal 1966, anno in cui sono iniziate le rilevazioni del manto nevoso).

Per quanto ci riguarda i generosi apporti pluviometrici stanno rimpinguando gli invasi idrici appulo-lucani, portandoli a livelli elevatissimi. Un dato su tutti, quello della diga di Monte Cotugno sul fiume Sinni (Basilicata), ha raggiunto un volume di 442 milioni di metri cubi sui 530 che rappresentano la sua massima capacità.

Una situazione che dispensa ottimismo sulle disponibilità idriche della prossima stagione estiva ma che creerebbe preoccupazione qualora gli imminenti mesi primaverili dovessero confermare il “trend monsonico” degli ultimi sedici.

Per gli amanti del “bel tempo”, nel senso di sole e clima asciutto, non è certamente un bel periodo; nella seconda parte di questa settimana riceveranno però un lauto acconto di primavera grazie a condizioni meteo favorevoli e temperatura molto sopra la media. Difatti sabato e domenica potrebbe sforare, seppur di poco, la soglia dei 20°C grazie a venti favonici in caduta dall’appennino.

Tuttavia l’inverno non è terminato e marzo è solitamente avvezzo a sferrare rapidi ed inaspettati colpi di coda.

E’ sempre attivo il servizio SMS dell’osservatorio che permette di ricevere direttamente sul telefonino, specialmente alle aziende florovivaistiche, previsioni e messaggi di allerta meteo aggiornati e personalizzati alle esigenze dell’impresa, preparandoli per tempo alle avversità atmosferiche che possono produrre talvolta migliaia di euro di danni.

Barile Francesco Paolo
Osservatorio Meteorologico di Terlizzi
http://www.bfpmeteo.it

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!