Povertà a Terlizzi e nella Diocesi, dossier della Caritas
Saranno presentati oggi, presso l’aula magna del Seminario Vescovile a Molfetta
Saranno presentati oggi giovedì 18 febbraio, alle 17,00, presso l’aula magna del Seminario Vescovile a Molfetta, dal Vescovo Mons. Luigi Martella e dai Responsabili diocesani e cittadini i dati pubblicati nel terzo dossier sulle povertà.
Nel dossier intitolato "Al di sopra di tutto: la Carità" sono raccolti dati che si riferiscono al totale di 841 utenti dei Centri di Ascolto dislocati nelle quattro città, nell’anno 2008. Il dossier presenta tabelle e grafici, statisticamente elaborati, che offrono un quadro dettagliato delle situazioni di povertà che persistono nelle città di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi. Se ne delineano le provenienze, le condizioni socioculturali, le tipologie di richieste e la consistenza numerica sul territorio.
«Anche quest’anno la Caritas diocesana analizza i dati acquisiti dai Centri di ascolto cittadini e parrocchiali circa le povertà e i servizi».
«E’ un modo, questo, per rendersi conto della sensibilità espressa, nei confronti dei bisognosi, ma diviene occasione, altresì, per far emergere elementi utili nell’identificazione dei nuovi poveri: non ultimo quel fenomeno della solitudine crescente che è l’indice di un allentamento dei legami familiari, amicali e sociali che rendono la persona fragile e incapace di affrontare la realtà, specialmente in un momento di crisi come quello attuale. L’attenzione sempre vigile verso le varie situazionio di disagio, affina la capacità di scoprire i cento volti dell’indigenza ed aiuta la carità ad organizzarsi con efficacia ed efficienza».
«Il presente rapporto, pertanto, intende offrire un modesto, ma altrettanto utile strumento conoscitivo per tutti coloro che sono desiderosi di collaborare alla lotta contro la povertà, per migliorare la condizione dei tanti che, sempre più numerosi, si trovano oggi a dover affrontare i duri morsi dell’indigenza», spiega il Vescovo Martella nella sua presentazione.
In questo terzo rapporto sulle povertà vengono analizzati i dati raccolti all’interno dei Centri di ascolto cittadini e parrocchiali, dislocati nelle quattro città della diocesi, nell’anno 2008. Obiettivo di tale pubblicazione è quello di fornire informazioni circa gli utenti dei CdA della Caritas, per definire il profilo degli stessi, in modo da realizzare interventi più mirati, che vadano ad incidere non solo sui bisogni primari, ma che portino all’indipendenza degli utenti dai centri stessi.
Nel corso degli anni è andata migliorando l’accuratezza dei dati raccolti e il numero dei centri coinvolti nel progetto.
Rispetto al secondo rapporto sulle povertà nella Diocesi, infatti, sono stati coinvolti 9 centri in più e sono stati raccolti dati su un totale di 841 utenti rispetto ai 562 del precedente lavoro.
Sfuggono sempre e comunque, in questo tipo di raccolta, le situazioni di povertà sommersa e dignitosa, che non si rivolgono a nessun tipo di ente nel territorio.
Inoltre la scarsità di informazioni qualitative e quantitative sui percorsi di uscita dalle situazioni di povertà, impedisce di sviluppare un ragionamento sull’efficacia delle politiche sociali e delle modalità di intervento delle Caritas diocesane e dei vari enti socio-assistenziali del territorio.
«E’ opinione comune, fra le persone ascoltate dai nostri servizi, che la Caritas si mostri disponibile ed accogliente, capace di dare risposte adeguate. E’ altresì forte la consapevolezza che nei Centri d’Ascolto siano accolte persone fortemente indigenti e che vivono realtà multiproblematiche. Detto elemento, però, genera in molti utenti, soprattutto italiani, un forte imbarazzo, vergogna nel farsi vedere nei Centri. Queste sensazioni sono particolarmente rilevanti per chi frequenta i Centri d’Ascolto della propria parrocchia, dov’è naturale che gli ospiti dei Centri siano più facilmente individuabili».
«Il dossier – si legge nelle conclusioni a cura di don Giuseppe Pischetti, Direttore Caritas diocesana – esprime anche il grande lavoro quotidiano che tanti operatori volontari svolgono nei centri di ascolto parrocchiali e nei centri caritas cittadini pe cercare di condividere la fatica di vivere di chi è nel disagio, in collaborazione con gli enti pubblici e le associazioni di volontariato del territorio. A questi giovani e adulti che rendono “il volontariato tempo dell’amore”, come diceva don Tonino Bello, voglio esprimere il ringaziamento di tutta la comunità civile e religiosa».
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