Open Street Map, al via la “mappatura collettiva” di Terlizzi

Giorgio Rutigliano

L’evento si è svolto al caffè letterario Dada

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Chi conosce la città meglio dei suoi cittadini? Chi meglio degli abitanti di un luogo può indicare precisamente strade, fontane potabili, negozi, beni culturali, eccetera? Per rispondere a queste domande, la comunità pugliese di Open Street Map ha chiesto l’aiuto dei cittadini terlizzesi per creare la prima mappa libera della città, e per riempirla di tutte le informazioni possibili.

Domenica 31 gennaio dalle ore 19.00 in poi, si è svolto presso il Caffè Letterario DaDa in Largo Pappagallo 9, il primo Mapping Party di Terlizzi, a titolo "Mappa Terlizzi".

Con questa iniziativa si è voluto contribuire alla realizzazione di una mappa libera di Terlizzi, attraverso il progetto internazionale Open Street Map. Il progetto, una rivoluzionaria iniziativa di "mappatura collaborativa", spesso definito anche "la Wikipedia delle mappe", è stato avviato nel 2004 in Inghilterra, permette a chiunque di usare le mappe in modo creativo, per attività commerciali o in modi del tutto inattesi e innovativi. La creazione di una mappa libera è necessaria perché l’uso delle mappe tradizionali è infatti ostacolato da vincoli legali e tecnici che limitano drammaticamente il loro uso. Lo scopo del progetto Open Street Map (abbreviato OSM) è quello di creare dati geografici liberi, che possano essere usati da chiunque e dovunque.

In Italia l’ ISTAT ha messo a disposizione le coordinate dei centri abitati e i confini di Regioni, Provincie e Comuni. I comuni di Merano, Schio e Storo sono stati i primi ad assumere atti amministrativi formali per dichiarare liberi i dati geografici in loro possesso, e infatti la caratteristica fondamentale dei dati geografici presenti in OSM è che possiedono una licenza libera. È, cioè, possibile utilizzarli liberamente per qualsiasi scopo con il solo vincolo di citare la fonte e usare la stessa licenza per eventuali lavori derivati dai dati di OSM. Tutti possono contribuire arricchendo o correggendo i dati.

Le mappe sono create usando come riferimento i dati registrati da dispositivi GPS portatili, fotografie aeree ed altre fonti libere. Sia le immagini renderizzate che i dati vettoriali, oltre che lo stesso database di geodati sono rilasciati sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0.

Open Street Map è stato ispirato da siti come Wikipedia: la pagina in cui la mappa è consultabile espone in evidenza un’etichetta "Edit" per procedere con la modifica dei dati ed il progetto è accompagnato da un archivio storico delle modifiche. Gli utenti registrati possono caricare nei database del progetto tracce GPS e modificare i dati vettoriali usando gli editor forniti.
Gli Open Street Mapper sono dei "mappatori" volontari, che possono circolare a piedi, coi pattini, in bici, in moto, in auto, portando con sé dei normali apparecchi GPS (Global Positioning System) registrando il tracciato di quante più strade, piste ciclabili e punti di interesse possibile. I tracciati registrati vengono, poi, messi online sul sito di OpenStreetMap.org dove chiunque nel mondo potrà, con un semplice accesso a internet, visualizzare, aggiungere nomi, modificare e usare i dati in qualunque modo si desideri.

La mappatura collaborativa è un’attività emergente e in rapida crescita, guidata in parte dalle nuove tecnologie disponibili, quali apparecchi GPS a basso prezzo e strumenti di collaborazione online, come OpenStreetMap.org, ma l’aspetto determinante in questi progetti è la spinta verso un accesso libero alla conoscenza.

L’iniziativa è stata sponsorizzata da DaDa – Caffè Letterario che ha offerto, nella propria accogliente e suggestiva sede nel centro della Città, accesso ad internet e proiezioni della mappa, mentre l’Associazione Culturale C@lliope, ha offerto il supporto tecnologico. L’evento è stato a cura di Francesco De Virgilio, Alessandro de Noia e Chiara Magrone.

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