Gioacchino Gesmundo e gli orrori della Shoah
La presentazione del libro in ricordo del professore terlizzese trucidato alle Fosse Ardeatine
Sarà presentato martedì 26 gennaio, nella ricorrenza del Giorno della Memoria, il volume dedicato alla figura del professore terlizzese trucidato alle Fosse Ardeatine. E’ scritto da Michele Morgese, nipote di Gesmundo, che di quei fatti fu testimone.
L’appuntamento è fissato per le 18,30 nella Sala Consiliare del Comune di Terlizzi con la presentazione del volume di Michele Morgese “Zio Ninì”. Gioacchino Gesmundo, edito dalla Civica Amministrazione. Illustrerà l’opera Vito Antonio Leuzzi presidente dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea. Interverranno Vincenzo di Tria, sindaco di Terlizzi, Aldo Sigrisi, Presidente del Consiglio Comunale, Domenico Paparella, Assessore alla Cultura. Sarà presente l’autore.
L’iniziativa, promossa dalla presidenza del Consiglio Comunale e dall’assessorato per le Politiche Culturali, si inquadra nella ricorrenza del 27 gennaio Giorno della Memoria, data simbolo che ricorda la fine dell’oppressione nazista e l’apertura dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.
Per l’autore il libro intende offrire più precisa e consistente evidenza alle alte qualità di cuore, cultura e pensiero dell’uomo Gioacchino Gesmundo, “zio Ninì”.
Il sindaco di Tria nelle pagine introduttive sottolinea la novità dell’opera: “le pagine del volume di Morgese, offrono un ulteriore contributo alla conoscenza della nostra storia attraverso la ricostruzione della vicenda umana, intellettuale e politica di Gioacchino Gesmundo di cui abbiamo da poco celebrato il centenario della nascita. Lo fanno da un osservatorio privilegiato: Morgese è nipote di Gesmundo perché figlio dell’amata sorella Isabella rimasta vedova prematuramente. E’ in quegli anni dell’occupazione nazista che Michele conosce, grazie al “cicerone” d’eccezione, tutta la bellezza e la vetustà della Città eterna, ma anche l’angoscia e sperimenta sulla propria pelle il terrore: la stessa mamma fu arrestata e poi rilasciata e l’amato zio, “il professore”, dopo infami torture, ucciso nelle cave di pozzolana appena fuori Roma. Esperienze tragiche che l’autore, sulla scia del ricordo e di documentazione inedita e “familiare”, ha deciso di rendere note per meglio lumeggiare una figura forse, al di là delle celebrazioni, non compiutamente compresa nell’impegno politico come nella profonda spiritualità, infine come studioso ed educatore”.
Per il presidente del Consiglio Sigrisi il libro affidato alle stampe “interpreta proprio la necessità di offrire un ulteriore apporto alla conoscenza, di rafforzare la memoria sulle vicende più luttuose della storia recente e, insieme, su alcuni aspetti e figure che riguardano da vicino la nostra comunità”.
Il Comune di Terlizzi ha voluto pubblicarlo per renderne partecipe la collettività e soprattutto le giovani generazioni affinché possano costruire il loro futuro sui valori di giustizia e libertà aborrendo la violenza e l’odio in ogni forma e manifestazione.
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