Nasce il progetto “Alfabetizzazione informatica per migranti”

ATerlizzi si progetta l’integrazione, l’accoglienza e i diritti dei migranti

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Nei giorni in cui occupano le prime pagine dei giornali i fatti di Rosarno, a Terlizzi si continua a parlare di integrazione, di accoglienza e diritti dei migranti.

Una integrazione che non può prescindere da una formazione dei migranti di l’Associazione Integrazione Migranti Nord Barese Onlus intende occuparsi attraverso un percorso formativo comprendente lezioni di italiano, informatica, diritto sindacale e del lavoro, prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, diritto all’accesso ai pubblici servizi, al fine di fornire ai migranti non solo uno strumento per proporsi in modo più consapevole sul mercato del lavoro, ma anche l’opportunità di mantenere i contatti con la propria terra e al contempo avere una finestra aperta sul mondo.

L’inaugurazione del progetto si terrà oggi, domenica 17 gennaio, alle 19,00 presso la sede operativa del progetto, in via G. da Varrazano n.3 (angolo via Tripoli), Terlizzi.

«E’ importante notare come la rivolta dei migranti contro un sistema mafioso che da anni sfrutta e riduce a condizione di schiavitù la comunità africana, pagando venti euro per giornata lavorativa (10/12 ore), venga descritta nell’accezione più negativa. Non viene invece sottolineato, come ha fatto notare Saviano, che ad essersi ribellata, è stata la parte sana della comunità africana che non accetta compromessi con la ‘ndrangheta. Di certo non è giustificabile l’azione violenta ma neanche l’assordante silenzio delle Istituzioni di uno Stato Democratico che ha ratificato la Dichiarazione Universale sui Diritti dell’Uomo» .

Parte da questi presupposti la riflessione dell’Associazione Integrazione Migranti Nord Barese Onlus.

«Abbiamo provato a metterci nei panni dei clandestini presi a fucilate e ci siamo resi conto che in quella condizione non avremmo potuto neanche denunciare “il fatto” altrimenti avremmo messo a rischio il nostro progetto migratorio. Si può quindi affermare che serve il passaggio da una politica restrittiva – reattiva, inefficiente perché comporta una rinuncia degli effetti positivi delle migrazioni, ad una politica pro – attiva e comune.
In questo contesto la Puglia ha saputo rappresentare un interessante laboratorio per nuove politiche di migrazione, tese all’ accoglienza dei migranti e al riconoscimento delle minoranze».

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