“Dada Caffè letterario” e “Bollenti Spiriti”, parla l’assessore Guglielmo Minervini

Nicolò Marino Ceci

“Caffè Letterario è testimonianza dell’effervescenza dei giovani di questa città”

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E’ stato presentato nei giorni scorsi presso la Biblioteca Comunale il progetto “Dada Caffè Letterario” a cura di due giovani – Nico Andriani e Chiara Magrone – che lo hanno ideato e che adesso stanno vedendo con gioia un “sogno nel cassetto” diventare realtà.

A battezzare il Caffè Letterario c’era anche Guglielmo Minervini – Assessore Regionale con deleghe alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva; già alle Politiche Giovanili e padre dell’originale programma “Bollenti Spiriti”.

Un commento sul progetto “Dada Caffè letterario”.
E’ testimonianza dell’effervescenza dei giovani pugliesi e dei giovani di questa città, che sta rispondendo in modo molto intelligente alle opportunità offerte da “Bollenti Spiriti”: una città che sta rivelando un sottosuolo carsico di risorse giovanili di grande pregio che attendevano solo l’occasione per emergere.

Secondo lei questo progetto e tutti i progetti come questo riusciranno a reggersi sulle proprie gambe, una volta esauriti i finanziamenti regionali?
E’ indubbiamente una sfida: la prospettiva di prosecuzione anche oltre l’esaurimento delle risorse erogate era proprio uno dei parametri di valutazione che ci ha portato ad individuare 400 progetti in tutta la regione. La speranza è che un numero importante di questi progetti proseguano in autonomia. Penso che in ogni caso ciò che resta sia un’esperienza importante, che entra a far parte del patrimonio formativo del ragazzo che si è impegnato e si è messo in gioco. E’ un grande investimento educativo.

Quanti di questi progetti sono stati individuati a Terlizzi?
A Terlizzi ce ne sono 9.

Qual è l’obiettivo del programma “Bollenti Spriti”?
La missione di questo programma è promuovere idee e progetti al fine di tracciare nuove strade per la produzione culturale, artistica e quindi per promuovere uno sviluppo in tal senso. Ovviamente affinché ciò avvenga occorre che il territorio si dimostri accogliente e sensibile: non basta solo innovare; occorre che ci sia anche la disponibilità ad accogliere questa innovazione. Bisogna lavorare sul contorno; non solo sui ragazzi ma anche sui contesti, sulle comunità, sulle realtà locali.

 “Mat”: accolto con clamore come uno dei progetti che ha fatto scuola in tutta la Regione, ad oggi stenta ancora a decollare. Ci aiuta a comprendere perché?
Bisognerebbe chiederlo al Comune; per quello che mi è dato conoscere ci sono state fisiologiche difficoltà amministrative: il processo infatti non è semplicissimo. Mi pare comunque di capire che nonostante tali difficoltà il percorso non si sia interrotto e siamo ormai prossimi al traguardo.

Quando inizieranno quindi i lavori?
Bisogna chiedere al Sindaco.

Quale consiglio sente di dare ai futuri gestori di questa struttura?
Vivere quest’opportunità nel modo più intelligente possibile, non con un approccio formale e burocratico ma immaginando questo spazio come un grande luogo di inclusione di risorse giovanili e di liberazione di potenzialità e di creatività. Le esperienze che stanno acquisendo questo carattere stanno esplodendo.

Come si pone rispetto alla potenziale ricandidatura del presidente Vendola?
Le pare che dopo ave realizzato tante politiche di cambiamento e di trasformazione del territorio, questo patrimonio si possa liquidare in cambio di una improbabile logica di alleanze? Sarebbe un errore fatale e mi sto battendo perché questo errore non venga commesso. Prima viene la politica e poi le alleanze. La politica è quella che abbiamo provato a realizzare concretamente in questi 5 anni trasformando il volto della Puglia: c’è una grande idea di politica sulla quale sarebbe opportuno che il Pd con fermezza e determinazione chiami a raccolta tutte le forze che ci sono.

Come andrà a finire?
Vendola!

E senza Vendola?
Vendola ancora per 5 anni al governo della Regione per completare questa sfida di cambiamento già intrapresa con successo.

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