Il Natale dei Migranti, il sindaco Di Tria risponde a muso duro al Pdl
La replica alle accuse mosse dal Popolo della Libertà di Terlizzi
Il Pdl di Terlizzi accusa l’Amministrazione Comunale di insensibilità verso i migranti che occupano una struttura in rovina alla periferia della città. Pronta la replica del primo cittadino Vincenzo di Tria, che si dichiara esterrefatto dalla presa di posizione di un partito che dei respingimenti ha fatto la propria bandiera.
A questa forza politica il Sindaco si rivolge per chiedere collaborazione, ma prima un impegno a far modificare la legge n. 94 del 15 luglio scorso contro i migranti, varata dal governo Berlusconi; a un impegno diretto e senza ipocrisie contro l’orrore dei respingimenti e il reato di clandestinità; a mettere "le amministrazioni comunali ed i privati cittadini nelle condizioni di fornire assistenza ai migranti senza infrangere le leggi dello Stato".
«A me fa piacere che il PDL a Natale scopra di avere un’anima, almeno qui a Terlizzi», si legge nella lettera del Sindaco.
«Un partito che a Roma è soggiogato dalla xenofobia della Lega, che ha avallato e prodotto l’orrore dei respingimenti e il reato di clandestinità, nella nostra città mostra una verginità ideologica che ha perso da tempo (unico controcorrente, Gianfranco Fini). Vanno bene le lacrime e i rimorsi, ma vi esorto ad essere operativi, cari esponenti del Pdl, e quindi vi invito a fornire assistenza ai migranti che avete fotografato e a contestare apertamente il provvedimento varato dal governo Berlusconi (Legge 15.07.2009, n. 94), mettendo di nuovo le amministrazioni comunali ed i privati
cittadini nelle condizioni di fornire assistenza ai migranti senza infrangere le leggi dello Stato».
«Oggi – aggiunge – chiunque fornisce assistenza a un migrante non regolare, lo sapete bene, corre il rischio di essere denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I migranti senza permesso di soggiorno, per parte loro, sono condannati ad un’ammenda fino a 10.000 euro e alla reclusione fino a 5 anni. Insorgete quindi! non limitatevi alla sterile e puerile denuncia. Metteteci nelle condizioni di intervenire, come abbiamo peraltro fatto negli anni passati, senza creare il terrore negli extracomunitari che vengono identificati, poiché oggi paradossalmente anche quelli in possesso di un regolare permesso di soggiorno si sottraggono al contatto con le autorità locali. Anche loro che potrebbero non si rivolgono più alle strutture sanitarie per essere assistiti ed agli uffici comunali per le loro necessità, terrorizzati come sono dall’idea di essere rinchiusi in un CIE (centri per l’identificazione e l’espulsione) o rispediti nel loro paese di origine, o peggio internati in uno di quei lager che l’Italia condivide con Gheddafi su suolo libico».
«Basta ipocrisie», conclude il Sindaco. «A Natale siamo tutti più buoni? Dimostratelo voi per primi. Con i fatti».
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