L’Ant Getrù vista dai giovani
I programmi e i sogni dei soci dell’associazione benefica
Il 23 ottobre 2008 è scomparso il giovane Michele Volpe, per gli amici “Getrù” e di recente proprio a “Getrù” è stata dedicata la sezione locale dell’Associazione Nazionale Tumori che preesisteva dal 2006.
Dopo aver ascoltato i ‘grandi’ dell’associazione, TerlizziLive.it è andata ad ascoltare il colorito e nutrito gruppo di giovani che, oltre ad essere composto da tanti cari amici di Michele, rappresenta le nuove leve e il futuro dell’A.n.t. di Terlizzi.
Che cosa avete provato quando la sede A.n.t. di Terlizzi è stata intitolata al vostro amico Michele Volpe?
«E’ stata un’idea che abbiamo partorito spontaneamente in totale accordo con il gruppo di volontari che operava nell’A.n.t. di Terlizzi già prima del nostro arrivo. Sottolineiamo che non abbiamo voluto chiamare questa sezione “Michele Volpe” ma “Getrù” – che era il soprannome che gli avevamo affettuosamente attribuito – perché siamo convinti che quest’ultimo rappresenti per noi che l’abbiamo conosciuto, qualcosa di molto più soggettivo, allegro e spensierato: in una sola parola rappresenta meglio ciò che era Michele».
Chi era “Getrù”?
«Era una persona molto buona che sorrideva con gli occhi. Era solare, trascinatore, molto educato e soprattutto amava la vita: anche lui ha fatto il volontario e adorava lo sport – in particolare il calcio, il Bari, la pallavolo. Qualsiasi momento era buono per far festa ed è riuscito ad essere forte anche durante la sua malattia».
rn“Il mondo è la valle del fare anima” – James Hillman. Cercando di spiegare questo aforisma potremmo dire che l’anima è costantemente alla ricerca di una sua crescita, in una progressione definitoria. Di conseguenza l’evento morte è sempre inaspettato in quanto è come se anche a 90 anni la nostra anima ne avesse 20: si teme che la nostra anima non abbia vissuto pienamente e completamente e pertanto vorrebbe altro tempo ancora per provare ed esperire.
Cosa pensate di questa riflessione, collegata ovviamente alla scomparsa di un giovane di 20 anni?
«Non si è mai preparati alla morte, soprattutto per un ragazzo della sua età. Tuttavia un evento così negativo e drammatico ci ha spinto a far sì che Michele non morisse ma che la sua anima potesse continuare a vivere dentro di noi, impegnandoci in qualcosa di positivo».
Quindi avete scelto l’A.n.t.
«Esattamente: abbiamo pensato che il momento più brutto per un malato colpito da patologia tumorale sia proprio la fase terminale di questa terribile malattia. Dunque abbiamo capito che in tali condizioni è importantissimo per il malato poter continuare a vivere nella propria casa, accudito e confortato da un’equipe di medici e amici».
State pensando di collaborare con altre realtà associative cittadine? Per citarne una c’è la Fondazione “Maria Ruggieri”, sorta in modo analogo alla vostra associazione.
«Seppur l’Ant e tale Fondazione perseguano obiettivi diversi avevamo già pensato di poter lavorare insieme. La nostra volontà è però poter lavorare in rete con quante più realtà associative locali possibili che siano attive non solo nel sociale ma anche nel mondo della cultura e dello sport».
Progetti in cantiere?
«Oltre a sostenere e aderire alla “campagna del Ciclamino” lanciata dalla sede di Bologna dell’A.n.t. in tutta Italia stiamo pensando di organizzare tornei sportivi – in passato abbiamo già organizzato un torneo di calcetto e di pallavolo e forse anche un torneo di burraco. Cercheremo anche di essere presenti in futuro in occasione di feste folkloristiche e culturali. Il nostro obiettivo è impegnarci divertendoci ma abbiamo soprattutto tanta voglia di fare e di imparare».
Tre aggettivi per l’A.n.t. di Terlizzi.
«Propositiva, allegra, entusiasta».
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