Chi era Getrù? Il ricordo di chi lo ha conosciuto e amato

Nicolò Marino Ceci

Rispondono i giovani dell’Ant a cui dedicata la sezione di Terlizzi

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Il 23 ottobre 2008 è scomparso il giovane Michele Volpe, per gli amici “Getrù” e di recente proprio a “Getrù” è stata dedicata la sezione locale dell’Associazione Nazionale Tumori che preesisteva dal 2006.

Nel raccontarvi il rinnovamento della sezione Ant di Terlizzi, da qualche mese intitolata a “Getrù”, non ci si poteva esimere dal raccontare chi è stato “Getrù”.

TerlizziLive.it lo ha chiesto ai suoi amici, gli stessi che hanno deciso con grande coraggio di dedicargli questa associazione, rifuggendo dall’obbligatoria retorica del caso, dalle abusate banalità tanto grevi quanto grigie, dall’sconcertanti espressioni di cordoglio trite e ritrite, vuote di emozioni, false e scontate. Ecco, dunque, gli spensierati e gustosi ricordi che questi giovani hanno di Michele: amico, compagno di merende e di avventure. Insomma, un gioioso e commosso omaggio a questo gaio giovanotto, purtroppo scomparso troppo giovane.

Peppino: Pensando a Getrù mi vengono alla mente una miriade di ricordi; dai mille concerti visti insieme, al celeberrimo “vino de carri” perennemente presente nella sua macchina; dagli auguri di Natale che ci scambiavamo ridendo e dicendo sarcasticamente “sentitissimi” perché nessuno dei due credeva al ;atale, ai pomeriggi interi passati a giocare a PC CALCIO ecc.. In particolare ricordo la genesi del soprannome Getrù. Lo scenario è l’aula d’informatica del liceo Scientifico Orazio Tedone nel 1997, la classe 1^C di cui io e Michele facevamo parte, seguendo la lezione di informatica tenuta dalla prof. Berardi. Non ricordo bene cosa stesse spiegando – forse qualche funzionalità particolare attivabile dalla tastiera – quando Michele interviene, come raramente faceva, e dice testualmente ” mio cugino spinge ctrl“ pronunciando le lettere singolarmente anziché dire “control”. Fui io stesso ad appioppare il soprannome crtl a Michele, che da allora divenne il classico nomignolo puerile. Poi Michele si unisce alla squadra di pallavolo due o tre anni più tardi e il soprannome muta in quel contesto: diventa “citrul” o “cetrul”, forse per assonanza con ‘citrullo’ che però poco si addiceva a Michele. Poi divenne “getrulli” ed infine fu lui stesso a cambiarlo nella sua forma definitiva quella con cui lo ricorderemo sempre: “GETRU”.

Rossana: Penso sia impossibile scrivere in poche righe ciò che è stato per me Getru.. Mi vengono in mente tante situazioni passate insieme, dalle mangiate al nostro vecchio locale ai vari concerti e tante e tante altre giornate… Mi ha trasmesso la sua gioia di vivere, la sua positività anche nelle situazioni più critiche..

Angarano: Natale 2005. Nella nostra calda tana manca qualcosa per rendere veramente natalizia l’atmosfera: il classico albero addobbato a festa…..bè chi ci poteva pensare se non lui…e cosi, armato di pazienza e del suo caro amico Nico, Getrù si traveste da Robin Hood e quindi il 25 dicembre il locale, il nostro locale si ritrovò un albero in più. In qualsiasi situazione..e in qualsiasi momento relazionale Getrù concludeva simpaticamente qualsiasi discorso… riusciva sempre a trovare la frase o la parola giusta per far ridere tutti..

Q8: Getrù…cosa dire di lui… certo è semplice: Getrù mi ha insegnato a vivere la vita…
Frazzella: Ricordo anni fa quando facevamo i camerieri al ristorante. Come al solito io e getrù dovevamo fare il servizio ad una festa di 18 anni e quella fu una serata speciale con un ospite speciale: un grande cantante di fama comunale e dall’accento napoletano! L’attesa si fece estenuante e subito scoppiò in un entusiasmo alquanto esagerato e fuori luogo verso lui, il mitico e grandissimo musichiere della nostra giovinezza e dei nostri amori! Il mitico sarà sempre nei nostri cuori e canterà ancora per noi getru!!

Cele: …di lui mi ha colpito il rispetto che aveva verso gli altri..qualità che in poche persone è possibile trovare..

Francesca: estate 2004, non potrò mai dimenticare quando getru e Fabio fecero un servizio fotografico con qualsiasi cosa si trovavano davanti, compreso i miei anelli…sono foto speciali perché oltre a vedere quelle facce convinte come se fossero modelli, si notava la singolare spontaneità di Michele.. come anche, accompagnato da peppino voleva invadere il letto soporifero….Spettacolo!!

Marzia: non importava chi tu fossi,cosa avessi o cosa rappresentassi ..l’importante per lui era che sapessi sorridere alla vita”..”ogni attimo piu’ o meno felice, con il desiderio di viverlo con te, ma con la consapevolezza di viverlo insieme a te..” – “ mi ha insegnato a vivere con gioia, a soffrire con allegria e ad amare col cuore! A coltivare speranze! E ad essere ora la mia anima!”

Nadia: pensare a getru’ significa pensare ad un sorriso ed alla spensieratezza di vivere la vita così come viene, apprezzandone ogni singolo momento… una persona semplicemente unica.

Lisa: “getrù,il personaggio jolly delle situazioni… dove c’era una festa, dove ci si poteva divertire (soprattutto “aggratisss”..), lui era presente.. anche se non invitato. Infatti l’ho conosciuto così, alla festa dei miei 18 anni. Mi venne incontro e mi disse “auguri!” ed io “grazie! Chi sei?” .. Durante quella festa sembrava ci conoscessimo da una vita.. era impossibile restasse indifferente poiché troppo solare e carismatico.. lo ricorderò per sempre così.. come un raggio di sole che spunta all’improvviso dopo un temporale..”

Irene: “Il mio angelo è un ricordo: il ricordo di sguardi complici da vero amico, grasse risate e soprattutto teneri e potentissimi sorrisi. Il destino non può essere riscritto, ma anche se in verità ho avuto poco tempo per conoscerti, posso affermare con certezza di aver imparato da te la più importante delle lezioni: amo la vita, sorriderò sempre…grazie amico mio!!!”

Lorenzo: Caro Getru sei l’esempio di come nella vita si può vincere con semplicità… L’esempio di colui che affrontando ogni difficoltà col sorriso sei sempre uscito a testa alta da ogni situazione…. Ti sei fatto apprezzare e soprattutto voler bene… Mi ispirerò a te, caro Getru perché anch’io voglio vincere nella vita !!!!

Fabio: Ti ho conosciuto poco..ma quel poco è bastato per capire quant’eri speciale..’eri’: che strano usare il passato..strana la vita..nessuno però potrà mai togliermi dalla mente e dal cuore i sorrisi che mi hai regalato…il sorriso e l’allegria di chi aveva voglia di vivere e di spaccare il mondo.

Fantasmino: Credo che Michele sia stato un esempio di attaccamento alla voglia di vivere e tutto ciò si è palesato nel desiderio di continuare a giocare fino all’ultimo. Lo sport e il gioco lo hanno visto sempre simpatico protagonista e fino all’ultimo ha scelto di lottare, di giocarsela sul campo come nella vita. Erano tutti stupiti dal vederlo in campo ogni volta che aveva la possibilità di staccarsi dalle terapie, a correre, saltare, volare con un pallone da pallavolo. Era sempre un esempio per la grinta e la voglia di vivere. Ancora oggi ripenso a quei momenti e credo che della nostra vita non dovremmo sprecare neanche un istante. Questo è ciò che ho imparato da Michele.

Vittorio: Getrù è la persona più geniale che abbia mai conosciuto, colui che ha sempre portato l’asso nella manica con sè, capace di risollevare ogni situazione da deprimente ad assolutamente allegra e festosa. Ancora oggi se penso a un qualsiasi esperienza che desidererei fare… bhè, vorrei farla con te! Amico di tifo, bevute, viaggi, serate… di tutto! Ma una qualità che assolutamente ti contaddistingueva, assieme all’intelligenza vispa (non quella che serve per andare bene a scuola) era l’ironia! Sei stato l’unico che avrebbe mai potuto farmi sorridere quando a Copenhagen, trattenuto dalla polizia (che non si sappia in giro 🙂 mi hanno fatto perdere volutamente l’aereo e sono dovuto rimanere lì per un altro giorno, senza uno staccio di soldi per aver dovuto ricomprare il biglietto del giorno dopo, con annessa nottata in aeroporto con -5° fuori… a chi potevo raccontarlo se non a te? Con gli ultimi minuti della connessione internet di mezzora comprata con gli ultimi spiccioli ti ho inviato un sms raccontandoti della vicenda… la tua risposta la ricordo ancora oggi, pur non avendo salvato l’sms “madò Vittò mi dispiace un casino! Però una cosa volevo dirtela…mille di questi giorni!”. Queste parole racchiudono la tua essenza, questo è il mio ricordo, amico mio! E questa è la canzone che ho scritto per te… per chi volesse ascoltarla me la chieda…

“A SNATCHED LOVE”

My friend, can’t you see,
Here I am
I come from far lands
Just to see you smile

A sad smile
By this time
What I find
Is not the angel that I know

Remembrance is tearing
My heart
What I feel
Are same emotions that we had

Painting
Playing
Drinking
This life as it was a pint

You teach us how to live
You teach to love every sunny day

I walk this night without your love
But I can’t live a minute more
I dream of sun, of children’s jokes
Of smiles and shining eyes of life
A strong embrace binds ourselves
In this dream I will wait tonight…

A cold hand is now
What I hold
Can’t believe
This bitter end of a part of me

That stays
Buried down here
My friend
My heart forever a place to rest

Frozen at this track
I wait
Here I’ll
Wait for you again and again

I walk this night without your love
But I can’t live a minute more
I dream of sun, of children’s jokes
Of smiles and shining eyes of life
A strong embrace binds ourselves
In this dream I will wait tonight…

Ciao Michele.

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