Ha aperto le porte la rassegna In Primis
Proseguirà sino al prossimo 28 novembre
Inaugurata la rassegna “In Primis” all’interno della Galleria “Adsum Artecontemporanea”.
Collettiva a cura di 5 artisti che nel maggio scorso hanno ricevuto premi e riconoscimenti in occasione del “9° Concorso Nazionale di Pittura” organizzato dalla Fondazione “Gaetano Morgese”, “In Primis” è un evento fortemente voluto dalla Galleria “Adsum Arte contemporanea” e realizzato grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione “Morgese”, attiva ormai da più di dieci anni nel territorio terlizzese e non solo.
La cerimonia di inaugurazione di “In Primis” ha visto gli interventi di Giovanni Morgese – Presidente Fondazione “Gaetano Morgese”, Emanuela Angiuli – Direttore Pinacoteca “De Nittis” di Barletta e Domenico Paparella – Ass. alla Cultura Comune di Terlizzi.
Nel bisbiglio generale prende la parola Giovanni Morgese, che placa i sussurri e impone il silenzio con il suo forte timbro di voce:”vi ringrazio tutti per essere qui ma in particolar modo voglio ringraziare Maria Bonaduce perché tutto questo è nato da una sua idea: dare cioè a questi promettenti ragazzi un’ulteriore opportunità”.
La parola è allora passata alla dott.ssa Angiuli, che ha così esordito:”sono molto legata a Terlizzi perché qui ho curato il progetto “Fiori dei Medici” – una rassegna sui fiori con tele che venivano direttamente dagli Uffizi di Firenze. Portai avanti quel progetto perché credo che le Pinacoteche bisogna lanciarle, prima che si aprano e dal momento che qui a Terlizzi i fiori sono una componente molto importante per l’economia, ho pensato di dedicare grande attenzione a questo – peraltro molto vasto – filone pittorico: potrebbe infatti essere un modo per dare una connotazione l’identitaria alla vostra città e allo stesso tempo farebbe rivivere la Pinacoteca “Michele De Napoli”.
La dott.ssa Angiuli inizia così a chiosare uno per uno i suoi suggerimenti in merito al possibile e futuro utilizzo della Pinacoteca “Michele De Napoli”:”l’errore più grosso che si può commettere è aprire un museo, depositarci le opere al suo interno e basta: i musei devono vivere, devono produrre – altrimenti rischiano di morire – anche perché implicano costi di gestione non indifferenti. Bisogna programmare per far attrazione, rivolgendosi non solo ai terlizzesi, nemmeno al territorio regionale bensì puntando ad un livello nazionale se non anche internazionale. La Pinacoteca “De Nittis” ha avuto questo coraggio. Abbiamo deciso di destinare il primo piano della struttura alle mostre contemporanee, mantenendo un alto profilo”.
“Nello stesso tempo – ha aggiunto – ci siamo messi in rete con gli altri musei esistenti: questo ha portato grandi risultati; abbiamo così infatti realizzato 45 mila visitatori di media per ciascuna mostra che abbiamo organizzato. Pensate che la città di Parigi nell’ottobre 2010 dedicherà un’intera mostra a Giuseppe De Nittis.. perché dico tutto questo? Perché i musei, le grandi collezioni non nascono dal nulla. L’esperienza di questa Fondazione va avanti già da 9 anni: essendo tutti questi artisti molto giovani e provenendo da Accademie di Belle Arti si potrebbero raccogliere le loro opere, magari con lo strumento della donazione alla Fondazione e iniziare così a costituire un’interessante collezione di arte contemporanea”.
“In questo modo – conclude- potreste riempire un vuoto che c’è in Puglia, che è quello dell’arte contemporanea, per cui attualmente non c’è ancora un museo che raccolga arte dal primo novecento in poi. Basta a pensare alla terlizzese! Avete una Pinacoteca che è ancora vuota e non metteteci dentro le opere del pittore locale! Bisogna iniziare a pensare all’italiana: avete uno spazio straordinario, bisogna uscire fuori dalla Puglia ed allacciare rapporti. De Napoli non è solo il pittore che è nato a Terlizzi ma è anche colui che si è formato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, conoscendo pittori come Morelli e Palizzi. Dovreste chiedervi: dove si è formato Michele De Napoli? Chi sono stati i miti di cui egli si è innamorato? Andiamolo a cercare a Napoli e ricostruiamo il contesto degli artisti che sono stati attivi insieme a lui in quel periodo: l’arte è fatta di rapporti, amicizie, frequentazioni. Esplorare Michele de Napoli significherebbe entrare in un contesto tutto italiano. Auguro a Giovanni Morgese che questa manifestazione possa continuare e che abbia stabilità, essendo sempre uno spazio per giovani”.
E’ stata poi la volta dell’assessore Domenico Paparella: “mi complimento con i giovani segnalati dalla Fondazione. E’ giusto investire sui giovani perché questo stimola non solo i giovani stessi ma anche l’intero ambiente culturale terlizzese – un ambiente che è in fermento e che va per questo coltivato. L’ultima mostra organizzata dalla Fondazione Morgese è stata ospitata proprio all’interno della Pinacoteca, una mostra importante di opere selezionate da tutte le Accademie d’Italia. La Pinacoteca “De Napoli” è stata oggetto di lavori lunghi e ora dopo 50 anni siamo pronti a presentare in dicembre la prima mostra delle opere di Michele De Napoli”.
“Sono stati 50 lunghi anni – ha aggiunto -nel corso dei quali le opere del nostro pittore sono rimaste depositate in condizioni precarie negli scantinati di qualche immobile comunale e qualche opera è anche stata trafugata: tutto questo per colpe trasversali della classe politica. Per quanto riguarda la gestione della Pinacoteca – parlo come Amministrazione – non abbiamo una situazione tale da permetterci di poter gestire una simile struttura. C’è già stato un primo approccio con tutte le realtà artistiche del territorio e insieme abbiamo iniziato un confronto che deve continuare”.
Nel corso dell’inaugurazione si è esibita la formazione musicale terlizzese “La Luna sotto il carrubo” – composta da Gianpiero Morgese Voce, Michele Rubini Basso Tuba, Domenico Moretti Flauto, Aldo Mascoli Chitarra Elettrica e Chitarra Acustica, Simone De Nicolo Cajon e Darabouka, Pasquale Lamparelli Tamburo, tammorra e tamburello – mentre il pittore Vito Pollio dipingeva in estemporanea su una grande tela.
La rassegna si chiuderà il prossimo 28 novembre e sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 e dalle 18,30 alle 20,30. escluso giovedì e festivi.
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