Vendola: “Privatizzare l’acqua è una bestemmia contro Dio”
Si fa sempre più duro lo scontro tra il Governatore pugliese e il Governo Berlusconi
La Regione Puglia è pronta a sfidare lo Stato Italiano. Una vera e propria guerra dell’acqua. E sì, perché l’oggetto del contendere è esattamente la proprietà dell’acqua considerata bene commerciale dal Governo nazionale e, come tale, soggetto a tutte le norme economiche di qualunque altro prodotto e bene indisponibile dell’umanità da parte della Regione Puglia. Una valutazione che pone l’acqua al riparo da qualunque forma di speculazione dei privati.
Una guerra a tutti gli effetti che si gioca anche sul tempo. In queste ore il Governo nazionale, infatti, ha posto la fiducia sul cosiddetto Dl Ronchi che ha dato il via libera alla privatizzazione della gestione idrica e ha sancito la fine delle società per azioni a capitale pubblico. Decreto che dovrà essere convertito in legge entro la fine di novembre.
Dall’altra parte c’è già una delibera della Giunta guidata da Nichi Vendola che va in direzione diametralmente opposta: via i privati dalla gestione di un bene fondamentale per la vita stessa e spazio all’Aqp come interfaccia dei cittadini utenti. Entro dicembre questa delibera della giunta dovrà essere tradotta in legge regionale.
La battaglia, dunque, si va profilando all’orizzonte e sarà uno scontro totale: scontro ideologico ed economico.
Scegliere l’opzione nazionale o quella proposta dalla Regione Puglia, infatti, non avrà solo conseguenze ideologiche (la natura dell’acqua come bene economico o come diritto inviolabile dell’umanità). La differenza è già ora, ma lo sarà ancora di più in futuro, di natura economica e, soprattutto, di potere. Chi avrà la possibilità di gestire un bene vitale che diventa ogni giorni più raro, infatti, avrà tra le mani molto più che una semplice risorsa per fare soldi a palate, anzi a secchiate. Avrà il potere di condizionare le scelte politiche e lo sviluppo stesso di intere aree del Paese.
Tutto questo passerà, però, anche dagli umori dei cittadini che, molto più prosaicamente, guarderanno nelle proprie tasche: la scelta dell’uno o dell’altro modello dipenderà moltissimo dal costo finale in bolletta. E su questo aspetto la giunta Vendola sta puntando molto: “Dal 2010 al 2018 le tariffe scenderanno gradualmente. E introdurremo un sistema secondo il quale chi ha un reddito basso avrà un conto meno salato. Ferma restando, ovviamente, una quota fissa che sarà uguale per tutti”, ha ripetuto più volte l’assessore regionale Fabiano Amati.
Ma a rincarare la dose è lo stesso Governatore che ieri ha tuonato: “La privatizzazione dell’acqua è una bestemmia contro Dio”.
“Ancora una volta – ha dichiarato Vendola – il governo Berlusconi dà prova di debolezza per aver negato il dibattito sulla materia, creando così anche i presupposti per una lesione costituzionale. I federalisti a giorni alterni dimenticano come si tratti di questioni anche di competenza regionale, legittimando ancora una volta lo scontro politico e istituzionale. E oggi infatti la Regione Puglia ha deliberato in giunta di ricorrere alla Corte costituzionale contro il decreto legge e lo farà anche contro l’eventuale legge”.
“La Puglia invece – ha concluso Vendola – sta facendo tutto il contrario del Governo nazionale. Ha deciso di pubblicizzare il servizio idrico, dichiarando l’acqua bene comune e presentando una propria legge regionale che impedisca il furto, da parte di aziende private alla ricerca di profitti, dell’acqua pubblica. In questa direzione intendiamo muoverci, senza voltarci indietro”.
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