Il Pd dopo le primarie. Bacchettate ai vertici nazionali e a Gero Grassi

Redazione

Il comunicato a firma del coordinatore cittadino Mario De Leo

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All’indomani delle Primarie è stato affisso in città un manifesto a firma del coordinatore cittadino del Partito democratico, Mario De Leo. Un manifesto in cui si fa il punto della costruzione del partito, ma dove non mancano anche parole forti nei confronti della sua stessa classe dirigente. E non ci si riferisce solo al passaggio in cui si liquida la linea politica imposta da Veltroni prima e da Franceschini poi. Ma c’è un passaggio che sicuramente animerà il dibattito interno al partito di Terlizzi. Quello in cui si bacchetta il comportamento di quei 25 deputati che non erano presenti alla seduta in cui la Camera ha varato lo scudo fiscale. Ebbene, tra questi vi era anche il deputato terlizzese, Gero Grassi. Insomma, una frase che non passerà inosservata.

«Anche il PD di Terlizzi ha scelto Pier Luigi Bersani segretario nazionalee Sergio Blasi segretario regionale del Partito Democratico. I 1590 simpatizzanti che hanno partecipato alle primarie di domenica 25 hanno confermato la scelta che già avevano compiuto gli iscritti del partito di Terlizzi, i quali avevano tributato a Bersani oltre l’80% dei consensi, manifestando inequivocabilmente la propria adesione al progetto di un partito più forte e autorevole, capace di radicarsi nuovamente sul territorio, tornando a dettare l’agenda della politica nazionale e arginando la deriva democratica della nostra nazione.

Il “partito liquido” teorizzato da Veltroni e da Franceschini ha mostrato in questi mesi tutta la debolezza di un organismo spesso scomposto e balbettante, senza una linea politica chiara sui temi chiave della vita pubblica italiana. L’elezione di Bersani e la creazione di un “partito vero” dovrà fare voltar pagina al PD e porre un argine anche all’anarchia diffusa ai vari livelli di rappresentanza, dai consigli comunali fino al Parlamento.

Anche nel consiglio comunale di Terlizzi si è assistito alla degenerazione del sistema, con due consiglieri comunali eletti nel PD e completamente fuori controllo degli organismi di partito, fino a meritarsi l’espulsione. A livello parlamentare, poi, il popolo del PD vuole una rappresentanza degna del compito che gli viene affidato, pronta ad ostacolare leggi “ad personam” e liberticide, e che dia l’esempio di rettitudine e senso del dovere. Non possono più ripetersi episodi come quello del voto allo Scudo Fiscale, durante il quale 25 deputati del PD si sono assentati, consentendo l’approvazione di un provvedimento che permetterà ad evasori e mafiosi di godere del frutto dei loro reati, alla faccia degli italiani onesti. Questo è il PD che non vogliamo vedere più, così come non vorremmo più vedere affissi per le strade della città manifesti di parlamentari che offendono l’intelligenza dei democratici.

Il Partito Democratico che vogliamo costruire, a Terlizzi lo stiamo già realizzando, con l’entusiasmo e la progettualità dei giovani e con un gruppo dirigente attivo e capace. Con Bersani segretario rafforzeremo l’azione di governo e la capacità del partito di esprimersi e confrontarsi sui tanti temi che stanno a cuore all’Italia.

Torniamo a parlare forte e chiaro di tutela del lavoro, della scuola pubblica e della ricerca; di arginare il conflitto d’interessi e la riforma berlusconiana della giustizia; di frenare l’aggressione all’unità nazionale perpetrata dalla Lega e dall’intero centrodestra; di contrastare la politica dei respingimenti e l’ondata xenofoba che sta attraversando l’Italia; di tutelare la laicità dello Stato.

I democratici di Terlizzi saranno all’altezza di questo compito».

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