Giacomo Angarano tra “Suggestioni e memorie”.
Intervista all’autore del dipinto raffigurato sulla copertina del libro “Viva la Banda” del prof. Grassi
“Il messaggio che voglio lasciare a chi guarda il mio dipinto è di non dimenticare una grande figura che è nella storia di Terlizzi quale il Maestro Antonio Gisonda”. Con queste parole emozionate ed emozionanti il giovane Giacomo Angarano ha voluto commentare il suo dipinto che fa da copertina al libro scritto dal prof. Giuseppe Grassi “Viva la Banda”, edito dalla Cooperativa Culturale R.T.S.
“Suggestioni e memorie” è il nome dell’opera realizzata dal giovane artista terlizzese, che potrebbe essere allo stesso tempo attribuibile a questo momento di festa che la città intera di Terlizzi sta tributando ai 50 anni della banda “Antonio Gisonda.”
Antonio Gisonda appunto – lo storico Maestro di questa banda di paese giunta e richiesta perfino all’estero collezionando una serie di trasferte europee come in Olanda e Francia – che Angarano ha voluto celebrare in questo grande olio su tela. Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Bari – corso quadriennale di pittura -, discutendo una tesi dedicata a Michele de Napoli dal titolo “Il
Carro della Madonna di Sovereto: l’ingegno trionfale di Michele de Napoli”, Giacomo Angarano suona anche due strumenti musicali appartenenti alla stessa famiglia di ottoni, cioè il Trombone a Coulisse e l’Euphonium.
Come nasce questa tela?
«Sia il prof. Grassi che Paolo Scagliola mi avevano suggerito di realizzare un’opera che celebrasse la figura del grande Maestro Gisonda, che avrebbe poi fatto da copertina al libro “Viva la Banda”».
Ha mai conosciuto Antonio Gisonda?
«Non l’ho mai conosciuto di persona: infatti non ho mai frequentato la sua scuola di musica, essendomi iscritto nel 2007 alla nuova scuola di musica di Terlizzi, la “V. G. Millico”. Nonostante questo, il dipinto “suggestioni e memorie” è nato da un sentimento e un bisogno di appartenenza e partecipazione alla storia della cultura della mia città, attraverso l’arte che io considero mediatrice di pace e serenità per eccellenza, anche e soprattutto tra i due corpi musicali presenti nella nostra città».
Cosa ritrae il dipinto “Suggestioni e memorie”?
«Si tratta di un olio su tela 100 x 70 cm nel quale ho dipinto il Maestro Antonio Gisonda nell’atto di dirigere un’orchestra: è lui infatti il vero protagonista dell’opera. Ho preso spunto da una vecchia fotografia che lo ritraeva intento a dirigere il complesso bandistico nella sua posa usuale. L’ho dipinto in primo piano rispetto alla Cassa Armonica – emblema del Maestro di banda, della banda e della Festa Patronale nella sua interezza, cogliendone splendidamente lo spirito e l’aria di Festa».
Quale il messaggio del suo quadro?
«Il messaggio che voglio dare è non dimenticare questa figura storica ed emblematica nel panorama terlizzese; una figura molto paterna, quasi fosse stato un secondo padre per i suoi tanti musicisti. Voglio ringraziare in proposito le figure il mio amico Paolo Scagliola, il Presidente dell’Ass. Bandistica Franco Gisonda, il prof. Pasquale Gisonda e il Prof. Grassi che mi hanno dato l’opportunità di partecipare a questo grande evento di storia e cultura».
Il quadro è piaciuto al Prof. Grassi?
«Penso proprio di si e dato che il Professore è una persona molto precisa ed esigente, sono ancora più contento di aver soddisfatto e onorato le sue richieste. E’ così preciso che addirittura i colori base della tela – rosso e giallo – li ha voluti scegliere lui: siamo andati subito d’accordo dato che entrambi siamo amanti del rosso».
Cosa pensa della mostra “Bandalarga” e più in generale del momento di Festa organizzato per festeggiare i 50 anni della Banda “Gisonda”?
«E’ tutto molto positivo perché la banda è l’orchestra dei poveri e rivaluta la piazza, che è il teatro del popolo, mentre il palco è la cassa armonica. La banda è una realtà affermata molto qui al Sud: è proprio da qui che prende ispirazione la ma opera».
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