Dello Russo: “I buoni frutti si raccolgono innestando sulla forza della tradizione”
Alla scoperta di Novo Cromo
“Soprattutto in questo Pasolini fu profetico: nell’aver individuato – prima degli altri – la nuova società che si andava delineando, caratterizzata da un ‘dopo storia’ senza cioè identità territoriale naturale e culturale. L’effetto finale di questo processo è infatti un infantilismo, da Disneyland o da Miragica che sia, che non ha genesi e non ha finalità”.
Con queste parole Luigi Dello Russo – Direttore Artistico della Galleria, ha presentato la rassegna “novo Cromo, ospitata dalla Galleria “Adsum Artecontemporanea” che si inaugura oggi 10 ottobre, alle 19.
La rassegna – una Personale del pittore e scultore molfettese Cosimo Allegretta, che in passato ha esposto in città come Molfetta, Giovinazzo, Bari, Trani, Lecce, Tarato e Teramo, solo per citarne alcune – sarà visitabile presso lo spazio Adsum, sito in Via Marconi n° 5 fino al prossimo 24 ottobre.
Interrogato in proposito, Dello Russo ha dunque continuato:”a questa realtà – in cui i sociologi parlano di ‘non storia’ perché una male intesa globalizzazione ha determinato una melassa omologata e omologante – si sottrae la mostra di Allegretta che invece ha radici solide storiche nella ‘forza della tradizione’, quella della grande cultura artistica moderna italiana di cui si è nutrito e che vivifica con sensibilità contemporanea. Tutta la sua pluridecennale produzione ha i suoi padri nobili – da Casorati a Mafai, da Scipione a Migneco..fino a Borghese e a Sughi – nel filone del ‘realismo magico’. Da interpretare quest’ultimo come “ definizione delle cose con la volontà di interpretarle nel loro significato riposto, magico o mitico, nella loro vita segreta, accentuandone taluni il valore poetico, altri l’impatto con la problematica esistenziale” (Massimo Carrà). Così dicasi delle due tematiche dominanti nella elaborazione artistica del Nostro: quella delle composizioni ‘still life’ e l’altra dei comportamenti sociali”.
Il Direttore Artistico della galleria ha inizia allora commentato le singole opere esposte in mostra per temi trattati e soggetti rappresentati:”la resa visiva di questi ultimi sono, pur nella deformazione espressionistica, fotogrammi cinematografici di opere di Bergman o di Antonioni: alcuni protagonisti isolati in un’angosciosa ricerca interiore, altri in tentativi frustranti di comunicazione interpersonale autentica in quanto turbati dalla necessità di riflettere sulla natura dei propri bisogni più profondi, fisici e psichici, elusi e rimossi prima a se stessi e poi agli altri per cui più che di solitudine emarginante si dovrà parlare di autoemarginazione nell’alienazione del quotidiano. Ma Allegretta non giudica, osserva e rappresenta perché il male, o l’infelicità nascosta, ci riguarda tutti.
Uno sguardo, anch’esso ‘magico’, ma meno pessimistico, è pure nelle ‘nature morte’: qui alcuni elementi come l’uovo e il volatile, assumono significati connotativi: simboli di possibile vita fecondatrice o fecondata, pur se collocati nella quotidianità delle ‘cose’ che ci circondano”.
Dello Russo ha infine concluso:”dicevo prima di ‘sensibilità contemporanea’: è tutta nel colore, un ‘novo cromo’ . Nuovo in quanto – specialmente nelle ultime opere – il colore, materico e fluido allo stesso tempo, ha acquisito dominio nel quadro eliminando ogni riferimento denotativo realistico: splende sovrano sul fondo con tonalità multiple dalla luce mediterranea di Matisse a quella elettronica di Warhol e dei pop – artisti …buoni frutti si raccolgono innestando sulla ‘forza della tradizione’”.
Per maggiori info www.retearte.it
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