“Bandalarga vista da Maria Pansini

Nicolò Marino Ceci

Intervista alla presidente di Factory

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Nello scorso aprile a Terlizzi è sorta “Factory – Arti Visive”, una nuova Associazione Culturale, “nata dall’esigenza di alcuni artisti – pittori, scultori, fotografi – di creare un gruppo di lavoro, convinti che oltre ai propri percorsi personali, la creatività e le idee possano crescere ed arricchirsi grazie alla collaborazione e al dialogo con gli altri”.
“Bandalarga” – rassegna fotografica ospitata all’interno della Pinacoteca “Michele De Napoli” – rappresenta la prima apparizione pubblica della neonata associazione, che con impegno e umiltà ha così deciso di omaggiare i 50 della Banda “Antonio Gisonda”.

Terlizzilive.it ha ascoltato in proposito la Presidente Maria Pansini.
Iniziamo dalla curiosa foto della locandina..
“La foto risale al 1978, anno in cui la banda Gisonda si recò in Olanda. In quel giorno il complesso bandistico terlizzese era ad Aalsmeer – la città sede del più grande mercato di fiori al mondo – e mentre si esibiva tra i tanti stands all’improvviso scoppiò un temporale e un acquazzone coprì la città intera. Un giovane bandista allora pensò bene di ripararsi sotto la campana del basso: quell’attimo fu immortalato da una giornalista olandese e finì l’indomani mattina sulle prime pagine di tutti i giornali locali, che raccontarono quindi in chiave umoristica l’esibizione musicale della banda “Gisonda”. Il Maestro Antonio Gisonda – venuto a conoscenza dell’episodio – andò su tutte le furie perché preoccupato della brutta figura fatta all’estero. In seguito quella foto fu regalata alla banda come ricordo di quell’esperienza”.

Come è nata la rassegna “Bandalarga”?
“Il Comitato Feste Patronali ha proposto alla nostra associazione di dar vita ad un evento artistico per ricordare mezzo secolo di storia del nostro paese attraverso uno dei suoi elementi più gioiosi: la banda”.

Poi?
“Allora “Factory” ha lanciato la proposta a fotografi professionisti e ad appassionati di fotografia di scattare nuove foto della banda durante l’ultima edizione della Festa Maggiore. A tale appello ha aderito l’Associazione Culturale “Kunst”, le cui giovani energie hanno contribuito sia da un punto di vista artistico, sia sotto l’aspetto logistico e organizzativo all’allestimento di Bandalarga”.

Come si articola questa rassegna?
“Al piano terra della Pinacoteca ci sono due sale che ospitano le fotografie – alcune tratte dall’archivio della banda ed altre più recenti – mentre nel piano sotterraneo è stata realizzata un’installazione”.

Parliamo delle fotografie: in cosa è consistito il lavoro di recupero delle foto d’archivio?
“Nella sede storica della scuola di musica in Vico I Foscolo abbiamo trovato delle foto d’epoca, conservate con cura in un faldone ma senza un’adeguata archiviazione: il primo passo è stato dunque riordinare cronologicamente il materiale raccolto e operare poi una cernita per l’esposizione. Le foto originali non erano però tutte in buono stato e avevano per lo più piccoli formati: è stato dunque necessario un processo di digitalizzazione per il restauro delle immagini e la loro ristampa in un formato idoneo. È stato un lavoro affascinante al quale ha dato il suo contributo anche il grafico Raffaele Piccolomini. Le foto d’epoca conservano la forza del loro raccontano perché ci restituiscono la memoria del passato, ci mostrano come eravamo, come era il nostro paese, da dove veniamo e dunque chi siamo. Accanto alle immagini anche alcuni manifesti degli anni ’60 e ’70 a ricordo di concerti in Italia e all’estero. Ma questo percorso si interrompe agli inizi degli anni ’90 lasciando poi scoperto il XXI secolo”.

Qui subentrano la foto realizzate nel corso di quest’estate.
“Certo: il risultato è stato uno sguardo lucido e contemporaneo sul tema, interpretato da ognuno con il proprio personale linguaggio. Gli scatti in mostra sono di Nicola Altamura, Anna D’Elia, Cristina D’Elia, Mirella Caldarone, Francesco Cagnetta, Valentina Chiapperini, Rosa Delle Fontane e Maria Pansini”.

Per quanto riguarda l’installazione invece?
“A completare l’evento Factory ha realizzato un’installazione con alcuni strumenti musicali usati dalla banda: le artiste Nunzia Grieco, Maria Teresa Chiapparino e Sabrina Vendola hanno creato una suggestiva atmosfera valorizzando le potenzialità della sala sotterranea del lapidario; inoltre Giacomo Angarano ha contribuito con un suo dipinto alla copertina del volume curato dal Prof. Grassi ed esposto all’ingresso della Pinacoteca. Per l’allestimento e l’organizzazione degli spazi importante lavoro delle esperte di beni culturali di “Factory” Mariagrazia La Forgia e Angela Tamborra”.

Perché venire a vedere “Bandalarga”?
“Perché la Pinacoteca è un ambiente bellissimo da vedere e perché la mostra è – per i terlizzesi – un modo per conoscersi e riconoscersi. Ce l’abbiamo messa tutta per essere all’altezza di tale cornice e ci auguriamo che presto entri ufficialmente in funzione. Infine vogliamo ringraziare la banda per averci coinvolto in questa iniziativa, soprattutto il Prof. Giuseppe Grassi, il Maestro Pasquale Gisonda, il Presidente Franco Gisonda, il Capobanda Michele Lonardelli, Paolo Scagliola, che è stato colui che ha mediato tra tante teste e i veri protagonisti di questo grande evento; i giovani strumentisti della Banda Gisonda: grazie per la vostra disponibilità e per l’entusiasmo mostrato”.

La mostra si chiuderà il giorno 11 ottobre, data in cui si terrà il Concerto Bandistico della Fanfara della III R/A dell’Aeronautica Militare, cui seguirà l’esibizione della Banda “Millico”, della “Bassa Musica” di Terlizzi e infine del Complesso Bandistico “Antonio Gisonda”.

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