Il valore delle radici, fotogrammi dal passato

Nicolò Marino Ceci

Intervista agli organizzatori della rassegna fotografica tenutasi a Terlizzi dal 28 giugno al 5 luglio

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Nei giorni scorsi si è conclusa la rassegna fotografica dal titolo “Il Valore delle Radici”, organizzata dall’Associazione Culturale “Kunst” ed ospitata nel Chiostro delle Clarisse di Terlizzi.

Oggetto della mostra sono stati i nuclei antichi dei paesi di Terlizzi, Giovinazzo e Trani in un’antologia fotografica feconda di creatività e suggestioni, sguardi in chiaro-oscuro, ombre di tempi andati, visi di noti sconosciuti, barche e barconi, tutto inserito nella splendida cornice dei nostri centri storici illuminate dalle luci soffuse di una memoria che sarebbe opportuno recuperare.

Abbiamo intervistato gli organizzatori dell’evento, Valeria Tamborra, Davide Ficco, Valeria Chiapperini – componenti dell’Associazione “Kunst”.

Quale ritratto di Terlizzi è emerso dagli scatti realizzati all’interno della rassegna “Il valore delle radici”?
[Valeria Tamborra] “E’ emerso un paese che ha molto da dare e da dire dal punto di vista umano e culturale: attraverso le strettoie e i cunicoli del nostro centro storico echeggia il silenzio del nostro passato che invece di ignorare dovremmo conoscere e usare come scrigno di valori inossidabili che appartengono al nostro DNA meridionale”.
[Davide Ficco] “Il ritratto di Terlizzi che ne e’ emerso è quello di un paese che non ha nulla da invidiare ai paesi limitrofi, un paese che presenta delle sfumature che il 99% dei terlizzesi non osserva, spesso troppo impegnati a criticare la proprio città in maniera anonima e non costruttiva anziché valorizzarla”.
[Valentina Chiapperini] “La mostra fotografica è nata dall’idea del tour fotografico, ossia della passeggiata per le vie del paese antico, alla scoperta di quello che solitamente passa inosservato ai nostri occhi. Dal giro per le strette vie del borgo antico di Terlizzi è emerso il ritratto di una società di persone che vive quasi in una dimensione a parte, senza tempo. Chi popola il centro storico pare non voglia nemmeno essere a conoscenza di ciò che sta al di fuori delle mura, vivendo in una realtà quasi incontaminata e tranquilla, nella quale ci si sente protetti. Questo accade in special modo per gli anziani che in quelle case ci sono nati e ci hanno vissuto tutta la vita e che difendono gelosamente le proprie radici”.

Quale dunque il filo rosso che collega i centri storici delle tre città di Terlizzi, Giovinazzo e Trani?
[Valeria Tamborra] “Hanno una storia da raccontare sulla nostra Meridionalità”.
[Davide Ficco] “In tutti i centri in cui ci siamo recati ho osservato il legame della gente alla propria terra, particolarmente visibile negli anziani. Ciò che è emerso in maniera lampante è un legame quasi di sangue che le vecchie generazioni quali contadini e pescatori, persone anziane e col volto segnato dal sole e dalla salsedine, hanno con la propria casa, la propria città ed i propri attrezzi da lavoro. Un legame quasi di sangue che osservo poco nelle nuove generazioni, me compreso, troppo spersonalizzate rispetto alla realtà circostante”.
[Valentina Chiapperini] “Passeggiando nei centri storici di Terlizzi, Giovinazzo e Trani, si avverte la tranquillità e la pace . Manca qualcosa però in tutti e tre i centri. Forse qualche cosa che riguardi l’arte…di stabile e di sempre evidente… “

Perché andare a scavare nelle fessure in pietra di antichi scorci medievali e portuali?
[Valeria Tamborra] “Perché è lì che si conservano ancora oggi le nostre radici, le nostre origini che ci insegnano il valore importante del legame alla terra, ci insegnano che SUD è un valore umano di cui dovremmo diventare più consapevoli”.
[Davide Ficco] “Per rendere visibile agli occhi ciò che gli occhi non osservano. Durante l’esposizione non hai idea di quanta gente ha confuso il centro storico di Giovinazzo con Terlizzi e così via… da non crederci”.
[Valentina Chiapperini] “Scavare nelle fessure in pietra dei centri storici di questi paesi proprio per andare a scoprire come oggi si viva dentro le mura e che tipo di gente popoli la città vecchia, quali differenze culturali si avvertano in quei posti, quali tradizioni e anche per scoprire urbanisticamente ed architettonicamente com’è strutturata la città antica e come si è mantenuta nel tempo”.
Credete che il centro storico di Terlizzi sia sufficientemente vissuto dai terlizzesi?
[Valeria Tamborra] “Ad oggi il centro storico di Terlizzi rimane una città inesplorata da scoprire e RIscoprire”.
[Davide ficco] “Credo che il centro storico di Terlizzi sia finalmente in una condizione di lenta risalita dall’anonimato. Ha vissuto per anni una condizione di degrado e di totale abbandono che lo hanno reso quasi un motivo di vergogna, cosa incomprensibile dato che presenta degli scorci davvero unici. Ultimamente, e per fortuna, c’è una inversione di tendenza con l’organizzazione di vari eventi che spero siano sempre più numerosi”.
[Valentina Chiapperini] “Credo che negli ultimi anni il centro storico di Terlizzi stia per prender vita. Abbiamo dei luoghi suggestivi dentro il nostro paese e nemmeno lo sappiamo. Con manifestazioni artistiche e culturali di ogni genere musica, performances teatrali, mostre d’arte, la luce del centro storico assume sempre un certo fascino che attira persone anche da fuori paese, quindi bisognerebbe sollecitare più spesso interessanti incontri con l’arte”.

..come poterlo valorizzare allora?
[Valeria Tamborra] “Per valorizzare un centro storico bisogna prima che si crei la cultura dell’antico; bisogna che la gente dia un senso a quelle pietre antiche; la mostra fotografica era un primo passo verso questo fine… “.
[Davide Ficco] “Trovo che la condizione di degrado sia in gran parte venuta meno grazie alla cura degli abitanti e dell’ Amministrazione Comunale”.
[Valentina Chiapperini] “Recuperando per esempio alcuni locali del centro storico per trasformarli in gallerie artistiche o centri dedicati alle attività artistiche in modo da rendere più affascinante il vecchio paese per accogliere artisti da tutte le parti dell’Italia per le loro mostre e perchè no anche dal fuori e per far avvicinare grandi e piccoli all’arte! Ovviamente se ci sono gli spazi, l’organizzazione e soprattutto le idee si può fare molto per valorizzare il centro storico attraverso la comunicazione artistica. Credo anche ci voglia più costantemente un sostegno da parte del Comune per realizzare periodicamente manifestazioni artistiche di un certo livello e credibilità”.

La fotografia è un ottimo strumento di presentazione e rappresentazione del mondo dei particolarismi, imperscrutabile e invisibile nel normale fluire delle nostre quotidiane esistenze. E’ quindi anche un utile strumento di denuncia.. avete mai pensato di poter realizzare rassegne fotografiche anche per denunciare contesti e situazioni ‘anomale’ qui a Terlizzi?
[Valeria Tamborra] “Già precedentemente al Tour Fotografico che ha prodotto questa mostra, era in cantiere l’idea di realizzare una rassegna fotografica incentrata sul degrado della Via Appia che avesse il fine di denunciare uno scempio cui andrebbe posto rimedio per dare valore a un pezzo di storia davvero importante del nostro paese. Sicuramente, con l’arrivo dell’autunno daremo vita a questa iniziativa che per il momento rimane in incubatrice”.
[Davide Ficco] “L’idea di un reportage di denuncia è emersa molto prima rispetto al tour fotografico. E’ stata strutturata, organizzata e verrà concretizzata. Con la speranza che la nostra denuncia non venga considerata come un puntare il dito contro qualcuno o qualcosa, ma come una nuova consapevolezza dei problemi che ci circondano e come una spinta per la loro risoluzione, senza creare solo vespaii di polemiche che non portano a nulla – purtroppo troppo frequenti nel nostro paese”.
[Valentina Chiapperini] “Per quel che mi riguarda al momento, il mio scopo come ideatrice del progetto “Tour fotografico” non è quello di denunciare qualcosa che non va, ma quello di far emergere la bellezza delle cose che ci circondano, vorrei che nei suoi eventi l’associazione culturale Kunst facesse conoscere alla gente le cose più positive e vicine all’arte e non l’emergenza delle situazioni negative della realtà contaminandone così lo scopo. Ovviamente, la fotografia è un mezzo che mette in evidenza le cose più recondite che possono passare inosservate a molti per cui, probabilmente, se emergesse qualcosa che non va sarebbe automatico che qualcuno se ne accorga e magari lo denunci. La fotografia comunica, anche inconsapevolmente da chi scatta, ad altri il ruolo di capire ciò che va e ciò che va risolto”.

Che ruolo avrà l’associazione Kunst in quest’estate terlizzese?
“Bolle molta acqua in pentola. Diverse iniziative stanno per arrivare.

Con quale scatto di Terlizzi vorreste incorniciare quest’intervista?
[Valeria Tamborra] “Alzando lo sguardo dalle stradine strettissime del centro storico di Terlizzi, fra i palazzi quasi uniti si vedono la cupola e il campanile della Cattedrale di Terlizzi. Il passato non passa mai”.
[Davide Ficco] “Anziché descriverla mi piacerebbe condividere questa foto con i lettori, pubblicandola insieme a quest’intervista”.
[Valentina Chiapperini] “Incornicerei questa intervista con uno dei miei scatti presenti alla mostra: quello della bambina che guarda verso un balconcino di una casa del centro storico di Terlizzi. Immagino che quella bambina stia guardando dentro quella porticina per vedere il futuro attraverso il passato. Lì forse ci hanno vissuto altri bambini che come lei un giorno giocavano e vivevano, magari sognando un hula-op e chissà cosa pensavano? La bambina da quella finestra guarda al futuro con positività, come facciamo anche noi come associazione culturale.
Il tour fotografico è un progetto che proseguirà negli anni che varranno. Cambieranno le mete. Probabilmente il prossimo anno il tour si farà in mezzo alla natura, sempre all’insegna della scoperta…il mio sogno è di organizzare un tour fotografico per appassionati ed amatori della fotografia all’estero con l’accompagnamento di fotografi esperti….magari!”.

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