Finta violenza sessuale, vera rapina: in manette una terlizzese e il suo complice

Redazione

Incredibile vicenda portata alla luce dalla polizia

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Una vicenda che ha quasi dell’incredibile. Ma, si sa, la realtà spesso supera l’immaginazione. E così accade che una coppia di rapinatori, uomo e donna (residente a Terlizzi), metta a segno un colpo in un negozio di animali a Trani. Poi, qualche giorno dopo, i due decidono di vendicarsi di un ex protettore di lei (che oltre alle rapine, evidentemente, si dedica anche all’attività più antica del mondo) e simulano una violenza sessuale. Si recano in Commissariato per denunciare l’accaduto, ma sono ascoltati dagli stessi agenti che stavano indagando sulla rapina. E così finisce con i due in manette con l’accusa di rapina aggravata e (solo per l’uomo) agevolazione e sfruttamento della prostituzione.

Tutto è cominciato la sera del 21 febbraio 2009. Una coppia entra in un negozio di animali in una zona centrale di Trani. I due colpiscono alle spalle la proprietaria, la spingono su un divano e si impossessano della sua borsa, fuggendo a bordo di un’autovettura.

La borsa della vittima conteneva effetti personali ed in particolare una carta di credito con la quale i malviventi facevano in tempo a prelevare 250 euro. Sul posto giungono gli agenti del Commissariato di Trani che fanno soccorrere la vittima da personale medico che riscontra lesioni personali giudicate guaribili in 4 giorni.

Ma la donna ha visto molto bene i due aggressori e li descrive con dovizia di particolari.

Qualche giorno dopo, la mattina del 3 marzo, una donna, Lucia De Palo, nata a Bitonto 24 anni fa, ma residente a Terlizzi, dopo essersi recata presso il Pronto Soccorso del locale Ospedale Civile, ha denunciato presso il Commissariato di Trani di avere subìto violenza sessuale; in particolare, ha raccontato che la sera precedente, un uomo, che lei aveva conosciuto la stessa serata, l’aveva condotta in una zona periferica di Trani e lì aveva abusato di lei, rapinandola anche della somma di 360 euro. Al termine della violenza, la donna era riuscita a rientrare presso la pensione tranese dove alloggiava. Ad attenderla, sempre secondo il suo racconto, c’era il suo fidanzato, Giuseppe Lella, nato e residente a Santeramo in Colle 31 anni fa, al quale avrebbe raccontato l’accaduto.

La versione fornita dai due non ha convinto però gli investigatori che riescono a farli cadere in contraddizione, tanto da indurli a raccontare la verità. Si riusciva così a stabilire che la De Paolo, che da poco aveva iniziato l’attività di prostituta, era stata convinta a denunciare il falso dal finto fidanzato per ripicca nei confronti di un suo precedente protettore, che al termine della sua “giornata di lavoro” aveva avuto un rapporto sessuale con lei sottraendo anche la somma di denaro che la stessa possedeva.

Ma non è tutto. Gli della Squadra di polizia giudiziaria, grazie al loro intuito, si rendono conto delle analogie con l’episodio della rapina consumata dieci giorni prima. Le foto dei due, quindi, sono sottoposte al riconoscimento da parte della vittima della rapina che li rinocosce senza alcun dubbio.

A questo punto il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Maria Conticelli, ha chiesto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata emessa dal G.I.P. presso lo stesso Tribunale, Francesco Zecchillo.

Venerdì 26 giugno, dopo un lungo appostamento e pedinamento, i due sono stati arrestati e condotti presso le locali Case Circondariali di Trani.

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