“Tornando dall’Abruzzo abbiamo pianto come bambini”

Parlano i volontari del “Nucleo Pronto Intervento” di Terlizzi reduci dalla missione pro-terremotati
E’ passato quasi un mese e mezzo dal terribile terremoto in Abruzzo che con una scossa di 5,8° della Scala Richter ha distrutto 60 comuni, con il triste bilancio di oltre 300 morti e di migliaia di sfollati.
La Protezione Civile Nazionale si è subito mossa con rapidità e abnegazione, fiondandosi su quelle terre dilaniate da distruzione e disperazione. La fase più critica si è consumata probabilmente nei primi 20 giorni, mentre ora pare si stia stabilizzando, con la costruzione delle prime case prefabbricate.
Tra tante chiacchiere dal retrogusto demagogico, tra sorrisi scenici in odore di campagna elettorale e annunci di interventi governativi miliardari sull’Abruzzo che speriamo arrivino davvero, abbiamo ascoltato la voce di coloro che in Abruzzo hanno lavorato duramente aiutando le sfortunate popolazioni locali.
Parola ai fatti, parola ai volontari del “Nucleo Pronto Intervento” di Terlizzi.
Quando siete stati in Abruzzo?
“Siamo giunti in terra d’Abruzzo il 15 aprile e siamo tornati il 7 maggio, per una durata complessiva di 3 settimane. Facevamo parte della 1° colonna mobile della Protezione Civile della Regione Puglia, che era costituita da 30 mezzi – tra cui fuoristrada, ambulanze, punti medici avanzati, sale operative mobili – per un totale di 60 uomini. Tale colonna mobile ha operato nel C.O.M. 7”.
Cosa è il C.O.M. 7?
“E’ il Centro Operativo Misto – n° 7 -, cioè il 7° centro ad essere creato: per una questione di operatività e praticità l’area terremotata è stata divisa dalla Protezione Civile in 8 Centri Operativi Misti, nei quali dislocare e coordinare uomini e mezzi. Il nostro C.O.M. comprendeva un’area geografica in cui erano inscritti il Comune di Sulmona più altri 19 comuni limitrofi, tra cui ad esempio Castel di Ieri, Goriano Sicoli, Gagliano Aterno, Molina Aterno”.
Quanti volontari sono partiti da Terlizzi?
“Da Terlizzi sono partite 2 squadre da 4 volontari ciascuna, con un’auto medica e un rimorchio allestito per le grandi emergenze – cioè trasporta attrezzature logistiche per una prima assistenza in caso di grandi emergenze. Collaboravamo con l’Esercito italiano e con i Vigili del Fuoco”.
Quali erano i vostri compiti lì?
“Le nostre mansioni erano assistenza alla popolazione e sistemazione e allestimento delle tendopoli per gli sfollati. Nelle tre settimane che abbiamo trascorso in Abruzzo forse abbiamo montato 200 tende; oltre a occuparci anche della manutenzione degli impianti elettrici nei campi”.
Che clima si respirava?
“C’erano forse 3 – 4 scosse di media al giorno e al mattino sentivamo per radio il rapporto della situazione metereologica e sismica. Faceva molto freddo e lavoravamo molto: non avevamo orari fissi di lavoro e abbiamo montato tende anche sotto la pioggia. Ogni scossa ci faceva sobbalzare; eravamo sempre in stato di allerta”.
Cosa vi portate dentro di quell’esperienza?
“E’ stata un’esperienza unica e irripetibile. Abbiamo un solo grande rammarico per non poter essere rimasti lì dato che ci siamo affezionati tanto a quelle persone così forti e accoglienti, disponibili e con tanta voglia di ricominciare, senza abbattersi e rassegnarsi. Ciò che ci ha colpito maggiormente è stata proprio la loro voglia e il loro coraggio di ricominciare”.
Il ricordo più bello e quello più brutto.
“E’ stato tutto bello. Una volta un ragazzo di Sulmona ci ha detto:”con voi ci sentiamo più sicuri”.. mentre la cosa più brutta è stato il ritorno a casa: quando siamo ripartiti abbiamo pianto come bambini. Vorremmo essere ancora lì”.
La cosa più curiosa?
“Le tendopoli: in quelle tende infatti si svolgeva di tutto, si andava a scuola; si svolgevano i consigli comunali; c’erano le farmacie; gli studi medici, le sale mensa, le sale studio per gli studenti. Abbiamo visto un’incredibile e trascinante voglia di non rassegnarsi di quella gente”.
Come è adesso la situazione in Abruzzo?
“Ora la situazione si è stabilizzata e i primi sono già tornati nelle proprie abitazioni – quelle dichiarate agibili dai Vigili del Fuoco ovviamente. I punti più colpiti sono indubbiamente i centri storici. Pensiamo che la situazione si stabilizzerà entro sei mesi, nel corso dei quali tutti potrebbero riuscire ad avere case prefabbricate o comunque provvisorie. Tuttavia per tornare ad avere una casa propria forse ci vorranno degli anni”.
Tornerete nuovamente in terra d’Abruzzo?
“Si, oggi 21 maggio ripartiamo in 4 per una settimana, secondo le disposizioni dell’Ufficio Centrale della Protezione Civile Puglia”.
Come è stata la risposta della cittadinanza terlizzese alla catastrofe abruzzese?
“Molto positiva: domenica 19 aprile sono giunti in Abruzzo due furgoni contenenti vestiti, giocattoli, generi alimentari, medicinali da banco donati dal popolo terlizzese”.
Che ne pensate della manifestazione “i fiori alle mamme di Abruzzo” per la Festa della Mamma?
“E’ stata una bella iniziativa però ci dispiace non esser stati coinvolti; ci saremmo aspettati almeno un invito. In generale non abbiamo avuto alcun contatto con l’Amministrazione per il terremoto in Abruzzo purtroppo”.
Come vi piacerebbe concludere quest’intervista?
“Con il motto che abbiamo fatto ormai nostro: amare e dare”.
Per aiutare le popolazioni d’Abruzzo con qualsiasi tipo di donazione, clicca qui:
http://www.pianeta.it/pianeta-news/raccolta-fondi-terremoto-abruzzo-come-fare-le-donazioni/
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