“A Terlizzi è vietato parlare dei problemi dello sport”

Massimo Resta

Gestione del campo sportivo comunale: un problema molto sentito

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“Dei problemi dello sport di Terlizzi è vietato parlare”. A sostenerlo – in un comunicato – sono i consiglieri d’opposizione di centrodestra, che in data 27 marzo hanno chiesto la convocazione del consiglio comunale per discutere circa le misure che l’Amministrazione intende adottare per portare a soluzione le numerose problematiche relative alla gestione del campo sportivo comunale.

 Si tratta di un problema molto sentito, tanto dalla società che attualmente gestisce la struttura sportiva, ma che non può utilizzarla al meglio delle sue potenzialità, in quanto ad oggi risulterebbe ancora non completamente agibile, quanto le società sportive che avviano i ragazzi allo sport e che devono fare i conti con costi di affitto di conseguenza molto elevati.

 “Ma di questo, così come è già accaduto sul tema delicato dei criteri di assegnazione degli alloggi destinati all’affitto sociale – scrivono i consiglieri comunali del centrodestra – non è possibile discutere apertamente in consiglio comunale”. La richiesta, infatti, firmata da un quinto dei consiglieri non è stata presa in considerazione, benché gli articoli 39 e 42 del Testo Unico sugli Enti Locali prevedono per il presidente del consiglio comunale l’obbligo di convocare le massime assise cittadine in un termine non superiore di venti giorni, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste.

rn“Terlizzi non si lascerà imbavagliare”, ha dichiarato Pasquale Vitagliano, leader dell’opposizione. “Assistiamo ad un ulteriore colpo inferto alla democrazia cittadina. Non accetteremo questo sopruso e faremo valere i nostri diritti. I nostri legali sono già a lavoro per verificare se ci sono i presupposti di una vera e propria omissione. E tutto questo solo per impedire un dibattito pubblico su temi di interesse collettivo.

 Per questo Cittàcivile lancia una grande campagna per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva ad ogni livello, dentro e fuori le istituzioni. A partire dall’istituzione del difensore civico e dall’approvazione partecipata del prossimo Bilancio. Solo che di bilancio sociale nel comune di Terlizzi non se ne parla ancora. In verità, non è solo la partecipazione ad essere assente.

 Per adesso è proprio il bilancio che manca. Gli enti locali deliberano entro il 31 dicembre il bilancio di previsione per l’anno successivo, recita l’art. 151 del Testo Unico di Comuni e Province. Sta di fatto che siamo in aprile e il bilancio non è stato ancora approvato. Staremmo dunque in pieno esercizio provvisorio – prosegue Pasquale Vitagliano – con l’obbligo di non spendere più un dodicesimo delle somme previste. La mancata approvazione del bilancio comporterebbe lo scioglimento del consiglio comunale.

 Il dato però è di natura politica e istituzionale: in queste condizioni la funzione di programmazione del bilancio è del tutto svuotata. Esso è ridotto a semplice strumento di gestione dell’esistente, come un grande mantello che copre ogni polvere. Del resto non è accaduta la stessa cosa a settembre, in sede di rendiconto? Le carte erano tutte in regola, ma poi il Ministero dell’Interno ha bacchettato gli amministratori sulla gestione dei debiti fuori bilancio.
La partecipazione dunque – conclude Vitagliano – è il prossimo banco di prova dell’amministrazione”.

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