Borse di studio e libri di testo, via alle domande

Massimo Resta

Le istanze si presentano alle scuole frequentate e da frequentare

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I genitori degli alunni che frequentano le scuole primarie e secondarie di I e II grado, possono presentare istanza per l’assegnazione di borse di studio per l’anno scolastico in corso, mentre i genitori degli studenti che frequentano le scuole secondarie di I e II grado possono presentare istanza per la fornitura gratuita, parziale o totale, dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010.

A renderlo noto è il Comune di Terlizzi, il quale comunica che beneficiano delle borse di studio e dei buoni libri i genitori o gli esercenti la patria potestà o gli studenti stessi, se maggiorenni, con una situazione economica equivalente Isee non superiore ai 10.632,94 euro. Per il rilascio dell’attestazione Isee i genitori interessati dovranno rivolgersi ai Caf delle Acli (via Settembrini 29), della Cia (via Cairoli 17), della Cgil (Corso V. Emanuele 58), della Cisl (via Rosmini 32), della Senapi (Via Tripoli 64), dell’Italia (via Amedeo 18), dell’Ugl (via Marconi 11) e della Uil (via Bovio), mentre le borse di studio sono concedibili agli alunni delle scuole primarie di I e II grado che abbiano sostenuto spese non inferiori ai 51,65 euro. Le domande per poter usufruire di questi benefici economici dovranno essere presentate alle scuole frequentate nell’anno scolastico 2008/2009 per le borse di studio, agli istituti da frequentare nell’anno scolastico 2009/2010 per i libri di testo. Le istanze si presentano compilando degli appositi moduli in distribuzione presso le scuole cittadine, tenute all’assistenza nella compilazione delle domande, al controllo preliminare delle stesse ed all’apposizione del timbro del visto.

rnI termini di presentazione delle domande sono stabiliti autonomamente dagli istituti cittadini, che dovranno trasmettere al Comune di residenza le domande degli alunni. Tutte le istanze che saranno presentate saranno soggette, ai sensi delle leggi vigenti, ai controlli di veridicità. Dichiarare il falso potrebbe costare, come è già successo nei giorni scorsi a tre terlizzesi, una denuncia per false certificazioni e truffa.

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