Rapporto Caritas sulle povertà. Sono soprattutto le donne a chiedere aiuto
Necessarie risorse economiche ed umane per far fronte alla crisi.
Cambiano volto i poveri di Terlizzi. Il dato emerge dal secondo rapporto sulle povertà della Caritas. I nuovi poveri della città sono determinati dalla mancanza o dalla perdita del posto di lavoro, dal disagio psichico, dall’etilismo, dalla tossicodipendenza, dall’emarginazione sociale ed dalla lacerazione dei legami familiari.
Presso il Centro di Ascolto della Caritas di corso Vittorio Emanuele e presso i Centri parrocchiali, si rivolgono affacciano anche nuovi poveri assillati dall’ansia di vivere, dalla solitudine e da sofferenze interiori che sfociano inevitabilmente in malattie depressive. Il 20% dei poveri che si sono rivolti alla Caritas per chiedere aiuto, vive in case piccole ed in condizioni di sovraffollamento familiare. Il 17%, invece, fa abuso di alcol, mentre l’11% è affetto da forme di ritardo o handicap psicosensoriale. Il 4%, inoltre, ha esperienze di sfratti per morosità, mentre un altro 4% vive in tragiche condizioni di maltrattamento domestico. A questo bisogna aggiungere problemi provocati dalla dipendenza da sostanze e dal gioco d’azzardo, problemi di giustizia e dall’analfabetismo.
Dal secondo rapporto della Caritas emerge, inoltre, che solo il 20% delle richieste di aiuto riguarda gli stranieri che vivono in città. A suonare il campanello di corso Vittorio Emanuele sono i terlizzesi. A chiedere sostegno sono soprattutto le donne tra i 25 ed i 44 anni (68,67%), l’età più esposta a disagio.
Che fare, dunque, per arginare la povertà cittadina e trovare soluzioni per chi vive in condizioni precarie ?. L’interrogativo è d’obbligo, specialmente in un periodo difficile dovuto anche alla crisi economica mondiale. Le istituzioni dovrebbero investire maggiori risorse rispetto al passato. Non solo economiche, ma anche umane per fronteggiare le nuove necessità.
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