“La chirurgia del Lignaggio”
Dopo “Pccc” ecco la nuova art – performance a cura di Valentina Carbone.
Venerdì scorso l’associazione culturale Kunst ha organizzato una nuova serata di musica e cultura. Un riuscito convivio che ha visto anche l’esibizione di tre giovani ragazze, Valentina carbone, Chiara Pellegrini, Stefania Franklin con l’art-performance “La chirurgia del Lignaggio”. Ricordate il film “Eternal Sunshine of the spotless mind”, più conosciuto come “Se mi lasci ti cancello”, dove il protagonista – il trasandato Jim Carrey – depresso e scontento della sua esistenza, decide di farsi resettare la memoria per iniziare una nuova vita? Le tre attrici terlizzesi hanno portato sulla scena ovattata di un piccolo locale qualcosa di molto simile, approfondendo in senso più critico e profondo il “disagio mascherato” di chi cerca affannosamente di rinnegare se stessi e le proprie radici, ma invano. Le abbiamo intervistate.
Cos’è il ‘lignaggio’?
È la discendenza, per lo più considerata in relazione all’appartenenza a un ceto sociale elevato.
Dunque quale chirurgia avete immaginato?
[Valentina] Riflettendo sulla chirurgia estetica mi è sembrato inutile domandarmene il perché o se fosse giusto; quindi ho pensato a come avrei voluto cambiare me stessa e ho sentito che – se ne avessi avuta la possibilità – avrei desiderato cambiare la mia personalità, l’ambiente in cui sono cresciuta e maturata, la mia memoria. [Stefania] E’ tuttavia chiaro che si può modificare il proprio carattere ma non l’ambiente in cui ti sei formato.
Non è contraddittorio tutto questo?
Certo: l’obiettivo della performance era dimostrare l’impossibilità di poter cambiare l’ambiente in cui si è cresciuti e quindi le proprie origini e la propria discendenza, desiderando di poter avere una nobile discendenza, appunto un lignaggio di cui poter andar fieri.
La chirurgia del lignaggio è allora mera utopia?
Ovviamente. Tutto si può cambiare tranne che la propria identità, intesa come frutto di una precisa discendenza.
Come avete reso scenograficamente questa complessa tematica?
C’è una ragazza che si sottopone alla chirurgia: cioè riceve una trasfusione di sangue simbolicamente blu. In questo modo abbiamo reso la volontà di cambiare di questa giovane che rinnega le proprie origini per poter aspirare una nobiltà d’animo. E’ per questo motivo che la ragazza è vestita elegante, così da apparire ‘bella’ sia dentro che fuori.
La scenografia era avvolta nell’ovatta. Che valore simbolico le avete attribuito?
Essa ha avuto la funzione di attutire il disagio che si prova di solito quando ci si sente ‘diversi’, ‘non puri’ o quando più in generale si vuole cambiare qualcosa di sé stessi che non piace assolutamente. L’ovatta diventa quindi un mezzo per attutire e rendere più morbido l’urto con questa amara consapevolezza che ti spinge al desiderio della ‘chirurgia del lignaggio’.
Di quale disagio in particolare parlate?
Il disagio esistenziale che scaturisce dall’essere in un certo modo non perché l’abbia desiderato tu ma anzi perché sei stato condizionato da fattori esterni con cui sei stato a inevitabilmente a contatto; basti pensare a persone, ad accadimenti o a pregiudizi radicati che influenzano e costringono la tua esistenza entro certo schemi, canoni e cliché e che di conseguenza ti forgiano diversamente da come vorresti.
Avete utilizzato anche un accompagnamento musicale.
L’aspetto musicale della performance è stato curato da Dario Tatoli che ha accostato una sinfonia di Chopin con una canzone dei Nirvana, cercando così di rappresentare l’ambivalenza di questo sentimento di disagio tra malinconia e ribellione, che pervade l’intera performance.
Vi sentite rispecchiate in questa dualità?
Anche noi accettiamo la nostra realtà cittadina ma nello stesso tempo ce ne rassegniamo, senza però auto-commiserarci, sempre in bilico tra la voglia di cambiare e l’inerzia dell’accettazione.
Quale la risposta del pubblico?
I pareri sono stati molto diversi e contrastanti tra loro. C’è stato perfino chi ha letto una critica al sistema ospedaliero italiano e alla mala sanità: ognuno ha colto qualcosa, interpretando liberamente. È giusto così.
L’importante è aver provocato e stimolato una riflessione, un interrogativo.
La performance ha sicuramente lasciato qualcosa in chi guardava..anzi, molti ragazzi al termine della serata si sono avvicinati a noi perché interessati a partecipare alla prossima performance o anche ad un eventuale laboratorio teatrale tenuto nell’ambito dell’associazione Kunst. Siamo molto soddisfatti.
State lavorando già per la prossima esibizione?
Non ancora; in realtà ci piacerebbe realizzare una rappresentazione teatrale, ma è ancora tutto da decidere e definire bene. È un work in progress.
Listino Prezzi de “La Chirurgia del Lignaggio”:
Art Performance di Valentina Carbone e con Valentina Carbone, Chiara Pellegrini, Stefania Franklin
Lavaggio del Cervello – euro 5000;
Lavaggio della Coscienza – euro 6000;
Ritocco della Memoria – euro 7000;
Sangue Blu – euro 10000.
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