Gesmundo: La parola ai testimoni
I nipoti di Gioacchino Gesmundo, in collaborazione con la Ed Insieme di Renato Brucoli, ricordano il Martire.
Si arricchisce di un nuovo ed interessante volume la raccolta dei testi dedicati ai due martiri terlizzesi delle Fosse Ardeatine di Roma. Nell’anno del centenario della nascita e nel 65° anniversario dell’eccidio alle cave capitoline, i nipoti del prof. Gioacchino Gesmundo gli rendono omaggio proponendo una raccolta di testimonianze scritte che fanno luce sulla figura umana, di educatore e di resistente politico di loro zio.
Mai tanti interventi sono stati raccolti in un unico volume come in quello appena pubblicato dalla Ed Insieme e curato da Sabino, Gioacchino jr., Angela e Raffaella Gesmundo. Gli scritti spaziano dall’intervista al saggio storico, dall’epistola alla narrazione. Attraverso frammenti di genere diverso ma accomunati dalla vivacità e dalla limpidezza del ricordo, il lettore può finalmente ricostruire, con la testimonianza dei protagonisti, il quadro d’insieme umano, culturale e sociale in cui ha operato Gesmundo negli anni del secondo conflitto mondiale, orientato dall’intento di contribuire a porre termine alla tirannide per avviare il processo democratico da cui sono scaturite le istituzioni repubblicane.
Su questa strada si incrociano i nomi di Pietro Ingrao, Antonello Trombadori, Renato Guttuso, Aldo Natoli, Adriano Ossicini, Guido De Ruggiero, Carla Capponi, Luciano Luisi, Alfio e Alvaro Marchini, che tanta parte hanno avuto nella vicenda storica del nostro Paese. Tutti hanno trovato in Gioacchino Gesmundo un sicuro e importante punto di riferimento durante la resistenza al fascismo e la lotta di liberazione nazionale dall’occupatore nazista.
L’inserto fotografico, ricco di immagini inedite, fa da spartiacque fra le due principali sezioni del volume e introduce le pagine dell’Appendice, che accorpano i corposi riferimenti emerografici, artistici e filatelici.
Il saggio è completato da preziosi apparati: un’accurata bibliografia che invita ad approfondire la vicenda umana e politica del Martire seguendo il preciso riferimento a ciò che è già stato pubblicato nei decenni; l’indice dei nomi che aiuta a tracciare la mappa del contesto umano e socio-culturale segnato dal Professore; il rendiconto delle interessanti iniziative svoltesi in occasione del centenario. Il senso della missione storica di Gioacchino Gesmundo è sintetizzato dall’espressione autografa proposta in quarta di copertina: «Io sono un apostolo della libertà, la mia esistenza è votata al suo servizio; sono impegnato a tutto fare, tutto osare, tutto soffrire per essa. Fossi io perseguitato e odiato per causa sua, dovessi pur morire per essa, che farei di straordinario? Non altro che il mio dovere assoluto». Un impegno tanto forte e ricco di frutti da indurre l’editore Renato Brucoli a commentare questo pensiero: «Si tratta di un’espressione-chiave: decisiva, elevata, indelebile, imperitura. Il pennino che l’ha segnata sulla carta, pare intinto nel sangue più che nel nero di china. Una scrittura da definire “patrimonio dell’umanità”. Sì, perché anche la carta, se accompagnata dalla vita, può diventare patrimonio dell’umanità allo stesso modo di un dipinto, di un’architettura o di un sudario. Anche la carta può racchiudere frammenti d’immenso: contenere una goccia di pensiero che nasce dal tempo e si libra nell’eternità».
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