Imprenditore denuncia ricettatori e riceve minacce. Arrestate due persone

La Redazione

I fatti risalgono allo scorso 13 febbraio, quando i due, in possesso di oltre due quintali di materiale ferroso da rottamare, decisero di venderlo a una ditta di Terlizzi.

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Attribuiscono la colpa dei loro guai giudiziari ad un imprenditore e pretendono da questi i soldi per pagare il loro avvocato. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Tenenza di Terlizzi, che hanno tratto in arresto il 30enne Filomeno Contursi, di Ruvo di Puglia e il 23enne Orlando Scacchi, residente a Terlizzi, accusati entrambi di ricettazione e tentata estorsione, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Trani.

I fatti risalgono allo scorso 13 febbraio, quando i due, in possesso di oltre due quintali di materiale ferroso da rottamare, decisero di venderlo a una ditta di Terlizzi. Tale materiale, in realtà, era il provento di un furto perpetrato ai danni di un cittadino del luogo, il quale, dopo aver reperito la refurtiva presso la stessa ditta, denunciò l’accaduto ai carabinieri.

Avviate le indagini, i militari si appostarono quello stesso pomeriggio nei pressi dell’azienda, in quanto gli improvvisati venditori sarebbero dovuti ritornare per riscuotere il denaro. Poco più tardi, infatti, i due furono bloccati dai militari all’uscita e, a seguito di perquisizione, furono trovati in possesso di 60 euro, ovvero il corrispettivo della “vendita”. A seguito di tale attività, entrambi furono denunciati e il 30enne, alcuni giorni più tardi, fu raggiunto da un’ordinanza di sottoposizione agli arresti domiciliari.

La vicenda sembrava ormai chiusa, ma in realtà, verso la fine del mese, il 23enne si presentò presso la ditta e, attribuendo all’imprenditore la colpa della vicenda giudiziaria in cui versava il suo amico, gli “chiese” di aiutarlo pagando le spese del legale, altrimenti doveva “stare attento”. La stessa sera, infatti, l’imprenditore fu raggiunto da una telefonata da parte del 30enne, il quale, con tono minaccioso, gli riferì che gli avrebbe “staccato la testa” non appena sarebbe uscito di galera.

L’attività d’indagine svolta dai carabinieri a seguito delle minacce ha consentito all’Autorità Giudiziaria di emettere il provvedimento di custodia cautelare nei confronti dei due, ordinando il trasferimento del 30enne nel carcere di Trani e la sottoposizione agli arresti domiciliari del suo complice.

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