Volley: la Città di Terlizzi si morde le mani
Il Molfetta vince il derby per 3-1 grazie ad un Kunda stratosferico.
Doveva essere ed era rimasto l’unico obbiettivo stagionale ma anche questa volta il derby tra Molfetta e Terlizzi l’hanno vinto i biancorossi di Vito Avellis.
Non sono bastati il calore e la presenza di circa 300 terlizzesi a dare l’input giusto ai giocatori della Città di Terlizzi che dopo il primo set da dimenticare, ha avuto la scossa nel secondo e giocato finché ha potuto il terzo e quarto parziale. Perso il derby, ora non resta altro che cercare di migliorare la posizione in classifica in un campionato dove trovare gli stimoli giusti diventa sempre più difficile.
Mister Avellis deve fare a meno dell’infortunato Di Iorio e schiera in campo Masini al palleggio, Carelli opposto, Kunda e Bonati laterali, Costantini e De Mori (ex di turno) centrali e Scolaro libero.
Coach Lorenzoni dall’altra parte della rete scende in campo con Libraro-Pirola per la diagonale palleggiatore-opposto, Lorenzoni e Del Vecchio schiacciatori-ricevitori, Valente e Muccio centrali e Bisci libero.
L’avvio di gara è imbarazzante per gli ospiti. Costantini al servizio manda in tilt la ricezione rossoblu e spiana la strada per la vittoria del primo parziale (12-4). Lorenzoni chiama time-out cercando di svegliare i suoi ma la ricezione terlizzese è un vero e proprio colabrodo. Sul 21-13 firmato da Bonati, l’allenatore-giocatore del Terlizzi rischia il cartellino giallo scaraventando la palla con forza sul parquet del PalaPoli dopo l’ennesimo “la prendo io,. la prendi tu, la palla cade per terra e non la prende nessuno”. Nel finale di set Lampariello rileva Del Vecchio e Ruggiero entra per Lorenzoni ma solo per rendere meno amaro il divario nel parziale che si chiude con il primo tempo di Costantini (25-17).
Nel secondo set si vede in campo un altra Città di Terlizzi che parte bene con l’1-4 di Muccio. I locali ristabiliscono la parità (5-5) ma il primo tempo tecnico è ospite (6-8). I rossoblu battono bene (2 ace) e con ben 7 muri punto mettono le mani sul set volando sul +5 (14-19) con l’ace di Lorenzoni. Avellis getta nella mischia Bruno per un Bonati in giornata no e i locali con la ottima prova del giovane Carelli si portano sul -2 (18-20). Libraro in battuta mette in difficoltà Scolaro e l’intero apparato ricettivo dei biancorossi e il Terlizzi vola sul +6 (18-24) firmato da Del Vecchio con il muro sul neo entrato Bruno. Sarà lo stesso laterale con l’errore in battuta a regalare l’uno pari agli ospiti (20-25).
Bruno viene schierato da subito nel terzo set e dopo l’iniziale parità (6-6), il Molfetta allunga sul +3 (14-11) con l’errore in attacco di uno spento Pirola. Lorenzoni inserisce Ruggiero per l’opposto milanese ma il cambio non dà l’effetto sperato perchè un super Kunda (10 punti nel set) trascina i suoi sul 22-16. De Mori a muro diventa la bestia nera di Del Vecchio che lascia spazio nel finale a Lampariello e nonostante il set sia compromesso il laterale italo-brasiliano e l’opposto terlizzese doc attutiscono il gap (23-19) che arride alla fine ai locali (25-20).
Lorenzoni tiene in campo ancora Pirola e i molfettesi partono a razzo (6-2) con il solito Kunda. Lorenzoni si tira fuori ed inserisce Lampariello per dare nuova linfa in attacco e lo stesso Lampariello da il +2 murando Bruno (11-13). Il contro break locale è dietro l’angolo (5-1) con Kunda che firma il 16-14 murando Pirola. Lorenzoni non nè può più e inserisce tardivamente Ruggiero per Pirola agganciando sul 20 pari Molfetta che si prolungherà sino al 22-22. Iaia entra per Valente in battuta e sbagliando regala il 23-22. Ruggiero pareggia (23-23) ma anche lui sbaglia in battuta (24-23). Al primo match point Carelli batte su Lampariello che riceve in malo modo e Libraro “giustamente” serve il martello italo-brasiliano che appoggia sul muro molfettese ed in fase di ricostruzione per Masini è un gioco da ragazzi servire il bombardiere Kunda che firma il 25-23 finale dando la vittoria nel derby alla Pallavolo Molfetta.
Le vittorie in trasferta per la Città di Terlizzi rimangono una chimera. Ora resta solo l’orgoglio tra le mura del PalaChicoli.
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