Flai Cgil e Gruppo Ciccolella, ancora nessun accordo

Rosanna Buzzerio

Il segratario nazionale della Flai Cgil, Lo Balbo, auspica che «si giunga ad un incontro con l’Azienda». La replica dell’Azienda Ciccolella nella colonna a destra.

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Flai Cgil e Ciccolella Group ancora ai ferri corti. Questa volta si era ad un passo dal sedersi al tavolo delle trattative, ma, a poche ore dall’incontro, con un telegramma l’Azienda sospende il tutto a data da destinarsi. Tutto questo doveva accadere lo scorso 19 gennaio.

Ricordiamo che la Flai Cgil sta portando avanti da tempo una battaglia nei confronti della holding per comportamenti antisindacali ed ha indetto alcune vertenze per il licenziamento di alcuni lavoratori.

Nei giorni scorsi è intervenuto su questa vicenda anche il segretario nazionale della Flai Cgil, Salvatore Lo Balbo, che in un lettera aperta faceva comprendere all’Azienda floricola il proprio disappunto per il mancato incontro. In tale lettera Lo Balbo, scrive: «si giungeva con estrema fatica a programmare questo incontro, mentre la Direzione del gruppo Ciccolella continuava, imperturbabilmente, ad escludere la Flai da ogni tavolo di confronto nazionale; a stipulare con Fai e Uila accordi che derogavano dal contratto nazionale,peggiorando per i lavoratori i trattamenti contrattuali; a procedere con atti e iniziative intimidatorie nei confronti dei lavoratori iscritti alla Flai; ad ignorare sistematicamente le richieste d’incontro che le Flai territoriali avanzavano all’azienda, per affrontare questioni contrattuali e di sicurezza nei posti di lavoro.

Insomma, mentre si dichiara di voler “intrattenere sempre ottimi rapporti con le Organizzazioni Sindacali”, si praticano iniziative contro gli iscritti alla Flai, con atti vistosamente discriminatori verso la Flai nazionale.

La Flai ha sempre cercato, viceversa, d’instaurare e praticare normali relazioni sindacali con il Gruppo Ciccolella, basate sul reciproco riconoscimento del ruolo e degli interessi diversi delle due parti, finalizzate a produrre risultati positivi anche per il settore e per i territori dove sono ubicati gli stabilimenti del Gruppo
».

Tale disappunto è stato ribadito anche ieri nel corso della conferenza stampa voluta dalla Flai Cgil territoriale, alla quale ha partecipato anche il segretario nazionale, Lo Balbo.

Chiara rimane la posizione dell’organizzazione sindacale che, a voce ferma, chiede alla Ciccolella Group un incontro per incominciare a trattare e porre fine a tutte le vertenze che sono state avviate, perché secondo Lo Balbo: «le questioni vanno affrontate assieme, anche con le altre organizzazioni sindacali, e ribadiamo il nostro no ad ogni forma di discriminazione. Se ci sono contenziosi e vertenze, come ci sono, si possano concludere nel momento in cui ci si siede ad un tavolo, si giunga ad un accordo, a delle transazioni».

Quindi quello che la Flai Cgil da tempo, prima con Giuseppe De Leonardis, ora con il segretario nazionale chiedono è un incontro con l’Azienda in modo tale da poter fare chiarezza e cercare quegli accordi tanto auspicati.

Ma se ciò non dovesse avvenire la Flai Cgil è già pronta a portare avanti la sua battaglia per il lavoratori, quindi come ha detto Lo Balbo nel corso della conferenza stampa: «innanzitutto faremo delle iniziative indirizzate alla tutela della dignità dell’organizzazione sindacale, se qualcuno mi vieta di discutere le leggi dello Stato Italiano mi danno gli strumenti su come intervenire.

Cercheremo anche di sensibilizzare l’attenzione degli altri enti come Comune, Regione e Ministero affinché possa essere posta una forte attenzione su questo Gruppo per la forte valenza occupazionale, economica e di produzione che ha su questo territorio.

Ed infine come sindacato metteremo in campo tutte quelle iniziative che ci consentano di dire la nostra all’interno dell’azienda come le assemblee sindacali con i lavoratori e le lavoratrici. Quindi
» ha concluso il segretario nazionale della Flai Cgil, «già nei prossimi giorni chiederemo a Fai e Uila di chiedere un tavolo congiunto per capire quale è realmente lo stato di salute oggi di questo gruppo e quindi quale misure dobbiamo adottare».

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